Rumore di passi nei giardini imperiali.

E' l'ultimo libro pubblicato da Alberto Liguoro
Genere: Fantascienza

"..in un tempo indefinito e in luoghi indefiniti, in una nuova dimensione al di fuori del tempo e dello spazio, alcuni uomini e donne vivono una nuova Odissea."


domenica 5 dicembre 2010

CERTE COSE SOLO IN ITALIA

L’Italia è l’unico Paese al Mondo la cui prassi politica prevede che i grandi proclami, le purghe, gli elogi ai collaboratori, reprimende e così via, insomma tutte le magagne interne si esternino all’Estero piuttosto che qui; e così abbiamo l’editto bulgaro, la dichiarazione egiziana, che so l’invettiva russa, la bolla norvegese, il pronunciamento turco e via enciclicando. Chi sa perché. Secondo me un po’ perché sono più frequenti le occasioni. I nostri, diciamo così, potenti di Stato (ma anche di Regioni ed Enti locali vari) viaggiano continuamente come anitre e salmoni in lungo e in largo per il Globo, a spese nostre, portandosi appresso seguiti da satrapi, con mogli, amanti e puttane varie, anche in tempo di crisi. Lì non si taglia manco si che perché è per il bene della Patria. Un po’ perché di nostro siamo incontinenti, diciamocelo, per cui quello che c’è in testa esce per bocca senza filtro; non sappiamo aspettare il momento giusto perché siamo astiosi, tracotanti, cmq non sereni. Ci sentiamo perdenti in partenza. Un po’ perché i nostri VIP trovano più comodo esternare all’Estero dove, in genere, per difetto di vicinanza ai problemi, finiscono con l’essere meno imbarazzanti le osservazioni e domande dei pur agguerriti giornalisti, rispetto a quanto avverrebbe qui, dove, bene o male, qualche intoppo immancabilmente si presenterebbe; inoltre, bellamente essi se ne fottono, per consolidata abitudine, delle figure di merda che spargono in giro.
Ma avete mai sentito, che so, fuori dal loro Paese, un Presidente Americano dichiarare “quel segretario di Stato è un incapace, lo devo far fuori, oppure l’opposizione congiura contro di me, il mio predecessore era un imbecille” o un Sarkozy della situazione dichiarare “devo epurare i giornalisti che mi criticano, o tutti quelli che mi hanno preceduto hanno rovinato la nostra economia o cose del genere” o una Merkel sempre della situazione “i nostri guai derivano dal malgoverno dei vertici dell’Est prima della riunificazione, o dall’opposizione estremista che sfascia ecc…” o lo stesso Putin dichiarare che chi ha fatto le frittata è Gorbaciov o Yeltsin o quell’impiccione di Medvedev non mi lascia lavorare” pur avendone, magari ben d‘onde, o cose del genere? Guardate invece i nostri. Ci sono mille esempi. Prendiamo da ultimo Berlusconi a Mosca sui suoi problemi personali, su Gianni Letta (quest’ultimo per la verità è più famoso per il “patto della crostata” tra Berlusconi e l’uomo per tutte le stagioni, al secolo D’Alema. Questo è un altro vezzo all’italiana. Abbiamo, che so, l’accordo dei tagliolini, il compromesso del mascarpone, il partito del predellino, e via cazzeggiando).
Qui però, nel merito della questione, bisogna dire, il nostro Lìder Maximo era in grande difficoltà … con l’occasione devo dire che Gianni Letta è l’uomo più… (qua si è soffermato a lungo, dava l’impressione che stesse vomitando, scuro in volto, provato. Ci si aspettava da un momento all’altro che dicesse “più… ruffiano… miserabile… caino…” invece poi gli è uscito) leale… del Mondo (esagerato. Boh!). Però stava per vomitare davvero, perché Cantoni, poi non l’ha nominato proprio. Miserie di casa nostra.
Qui il problema è altro che “Zona retrocessione” caro Floris, è che siamo in serie B (forse retrocessione in C? Che Dio ci aiuti); il problema è come e quando usciremo come mentalità dalla serie B (dove siamo stati relegati dal fascismo che ci ha allontanati dal resto d’Europa, tranne la Germania, che pure ci teneva in subordine, in un primo momento, e poi ci ha fatto conoscere l’umiliazione e le sofferenze, gli odi interni sfociati in guerra civile, di una guerra persa in partenza – c’è ancora chi non ci crede che l’Italia ha dichiarato la guerra agli Stati Uniti. Oggi stiamo correndo il rischio di allontanarci dal resto d’Europa, compresa la Germania questa volta, anzi con in testa la Germania; non credo che i nostri interpreti, peraltro ineccepibili, del cabaret “Gli Statisti”, tra frizzi, lazzi e piroette riusciranno a portarci anche alla guerra, mah! Stiamo a vedere.). Uscire dalla mentalità della serie B; solo allora si potrà cominciare a parlare di politica e fare politica sul serio (fatte le dovute differenze è un po’ come nella Spagna del (dopo)franchismo).

sabato 20 novembre 2010

LA RIVOLUZIONE DEI QUAQUARAQUA

Temo proprio che siamo in presenza di una rivoluzione di quaquaraqua.
Fini fa un estenuante balletto, un passo avanti, due indietro, tre avanti, uno indietro. Dà l'idea di aver paura, non sapere che fare,non saperlo fare.
I finiani una volta che rispondessero ad una domanda!
Quel D’Urso, poi, non si capisce mai se va a materia grigia o a gettoni. Gli fai una domanda? Già sai la non-risposta. O ci prende per coglioni o lo è, non ci sono vie di mezzo. E allora rispondo io al posto suo. Almeno così si chiude il cerchio.


DOMANDA: On. D’Urso, ma secondo lei, alla luce della motivazione della Corte d’Appello che lo condanna per associazione esterna alla mafia, Dell’Utri dovrebbe dimettersi o no?
RISPOSTA: Certo che dovrebbe dimettersi. I cittadini hanno bisogno di essere rassicurati. Ci sarà pure un altro Dell’Utrino altrettanto intelligente e capace che può prendere il suo posto. Poi se e quando il primo dovesse essere assolto dopo la Cassazione, indubbiamente riprenderà il suo posto.

DOMANDA: Il Governo sta facendo grandi cose contro la mafia; ha arrestato e sta arrestando tutti i superlatitanti mafiosi, come fate a dire che non sta facendo nulla?
RISPOSTA: Grandi cose l’arresto dei superlatitanti? Macché. E’ il minimo sindacale. Lei vuole che un qualunque Governo, governicchio o governuccio non si preoccupi dell’arresto dei superlatitanti? Quello stesso Governo che è in parte o buona parte responsabile dell’esistenza stessa della mafia, come tra l’altro si vede anche materialmente, che non dovrebbe esistere o essere rapidamente eliminata se ci fosse un sano e forte Governo, ed è responsabile dell’esistenza stessa dei superlatitanti che non ci sarebbero in presenza di una buona attività di polizia e una magistratura che funzionasse.
La verità è che la mafia la fa da padrona, solo ogni tanto ha dei cedimenti. E meno male! Altro che “grandi cose contro la mafia”.

GRUBER DI TURNO: Grazie. Lei è stato davvero chiaro ed esauriente.
D’URSO DI TURNO: Mio dovere, mio dovere. Anche qui… minimo sindacale!

domenica 14 novembre 2010

A' GUERRA CIVILE

Però… diciamocela tutta!
Perché fin quando è in Parlamento, in T.V., alle elezioni, là ci stanno gli interessi, i direttori manovrati ad arte, gli astensionisti cronici, quelli che votano sempre uguale per pigrizia, per forza di inerzia, per sentito dire ecc., e va be’. ma nella piazza… e si sa che significa piazza… ‘stu povero Superpremier (qua mo’ quasi mi intenerisco), comme ‘a fa ‘sta Guerra Civile?


‘E Forze dell’Ordine, Forze Armate ecc., fino a prova contraria, stanno dalla parte dello Stato Democratico e della Legalità, quindi niente. N’esercito mercenario (un po’ fantasioso e che cmq sarebbe perdente), vabbuo’ è ricchissimo, ma co’ tutte ‘e spese che tene (v. MA PER FAVORE… PER FAVOREEE…) nun s’o po’ permettere. Tutto l’apparato d’a Pubblica Amministrazione, fin quando si tratta di prebende, privilegi, intrallazzi ecc. O.K. ma correre il rischio di rimetterci il culo, manco per idea. E i suoi elettori chi so’? I vecchietti non combattono, prelati e timorati di Dio so’ poco propensi, arrivisti, affaristi, faccendieri e portaborse sempre pronti a voltare gabbana, zoccole e bigotte niente, gente di cosa nostra e lassatece passa’ se ne sbattono, i leghisti si defilano (sinistra, centro, giornaloni, finiani, ambienti d’impresa e finanziari già si so’ defilati), i delusi tutti sulle barricate. I giudici, i giovani, i lavoratori e le famiglie, si sa, so’ tutti estremisti extraparlamentari di sinistra, che ti vuoi fida’! Per non parlare dei sobillati da Fazio, Saviano, Santoro ecc. noti agitatori “che il Paese non vuole” (mediamente 7/8 milioni di telespettatori) boh! Chi c’è rimasto? Tra i fedelissimi i salti della quaglia si sprecheranno, vedi Brunetta, Vespa, Fede ecc. (a parte i tiepidi abituati alla Ceppalun per intenderci). Qualche parente e amico, amico degli amici, Piersilvio, Marina e i loro amici, forse Pannella e qualche suo seguace (che però essendo non violenti aiutano poco), tra i compagni di cordata non si contano neanche sulla punta delle dita, forse, i ben disposti, diciamo La Russa, Capezzone (che però nei loro curricula già ci hanno defezioni), Belpietro, Feltri (boh! Mi sa tanto che saranno illuminati sulla via di Damasco), Bondi, Buonaiuti, Gasparri (sempre che si accorga di quello che gli sta accadendo intorno) e Cicchitto (nun è che ce lo veda molto, ma la buona volontà ce la metterà di sicuro). E poi viene il Generale Inverno! Me pare proprio ‘na cosa persa in partenza. Hai voglia di spara’ col fuciletto tra le lunghe gambe d’a Carfagna (quella po’ tra un annetto, intervistata da un qualche Vanity Fair di passaggio, dichiarerà “sapevo fin dall’inizio che quella del ministro era un’avventura a termine, l’ho voluta fare per aggiungere un’altra interessante esperienza alle mie molteplici, ma non ho mai creduto in un Governo da operetta, a me piace l’opera, il cinema, la televisione; la mia vita è altrove… il mio pubblico, la mia libertà, le luci della ribalta!” Così, più o meno, dirà, alla faccia di “Silviuccio qua… Silviuccio là”).
Messa così, io gli direbbe proprio… caro Super…nun fa’ ‘o restivo… forse è meglio un onorevole Armistizio… sempre meglio dell’onorevole Brancher, no?

domenica 7 novembre 2010

IL GRANDE BLUFF

Secondo molti (me compreso) il continuo richiamo del Silvio nazionale alle elezioni anticipate è un bluff (un bel bluff, ma sempre un bluff).
(Lui sa che) potrebbe contare forse sull’incremento del solito manipolo di impenitenti gaudenti, e sulla tenuta dei (molti per la verità) clericalfascisti di sempre, ma perderebbe tutto il resto (giovani, professionisti, lavoratori vari, impiegati, aziende, famiglie, casalinghe, catto… più o meno comunisti e così via) a favore dei finiani, addirittura del centro-sinistra (qua ballano i numeri, perché poi il nodo da sciogliere è di quanto potrebbero incrementarsi rispettivamente prendendo gli uni dagli altri e dall’esterno?) e della Lega che, comunque si potenzierebbe (di quanto?); vale qui il discorso dell’eterna Brianza godereccia, mangereccia e soldereccia che alberga negli Italiani del Nord (ed anche del Sud). Qua poi si aprirebbe un altro discorso perché Bossi è fedelissimo di Berlusca fin quando quest’ultimo è almeno mediamente forte, ma se diventa piccolo o addirittura piccolissimo, non è che, magari, lo manda a fa’ un bicchiere?
Ma tornando a noi, che possibilità ha Fini?
Secondo me ha un’unica possibilità, perché questa è una partita ad una sola mano. Può solo andare a “vedere” sperando che sia effettivamente un bluff; quindi sfidare senza paura, apertamente, la crisi di governo.
Se “passa” ha chiuso e la storia finisce qui per lui, bluff o non bluff sia quello di Berlusca. Riprenderà saldo in sella il nostro Premier o Lider Maximo che dir si voglia e forse consentirà al vassallo Fini di raccattare le briciole che lui gli lancerà.
Un’altra possibilità non c’è. In futuro, in ogni caso, non sarà più lui il giocatore che sfiderà Berlusca, sia per motivi politici (chi ha subito una volta non ha le carte in regola per un’altra volta) che, probabilmente per motivi anagrafici (la durata di un Berlusca saldo in sella e non disarcionabile è imprevedibile e cmq prima o poi anche Fini è destinato ad essere rottamato).
Allora coraggio signor Presidente! La titubanza, in ogni caso, è quella che paga peggio. Lo sfidante è lei, allora metta la sua posta nel piatto e pronunzi la fatidica parola: “vedo!”.

mercoledì 3 novembre 2010

MA PER FAVORE... PER FAVOREEEE...!

AO’ MA SITE FORTI PERO’ EH!
Ma mettiamoci nei suoi panni, scusate tanto, vorrei vedere…
‘Stu povero Gran Capo ha da pensa’ ‘e puttane, o’ bunga bunga, alle accuse (infondate) di pedofilia, alle altre accuse di... lasciamo perdere... dove almeno un fumus ci sarebbe, a’ ministra d’e pari opportunità e a quella dell’ambiente, quell’altra lla’ ‘a sbarbina coordinatrice non so de che, quell'altra ancora, la Daniela, quelle costano, il Milan, Bossi pure costa ( non voglio fare i conti nelle tasche del premier, non mi permetterei mai, oltretutto è troppo complicato, caterve di costosissimi commercialisti ci pensano, ma quanto gli costerà Fini ‘mo? Più o meno di Ibrahimovic? E qualcuno dell’opposizione… più o meno? E quelli "neutrali", i c.d. aghi della bilancia? Oddio 'sti qua sulla carta dovrebbero costare un po' meno), la 28enne di Lele va be’ è costata (quella è passata) ma Lele ancora costa e di brutto, insieme a Emilio, l’igienista lla’, (quella costa meno,'a prebenda de consigliera regionale, gli'a diamo noi, per il resto, semmai qualche pagnotta o tortina le tocca - a cachet? - come pure 'a gola profonda ultima arrivata; Apicella costa poco o niente, pure Brancher, nun po' custa' tanto. In fondo 'u tentativo 'i ci o' appioppa' come ministro l'ha fatto, che altro può volere? Comunque so’ spese), alla zia du teatro Manzoni, ‘a zia monaca (quella non gli pesa proprio, anzi gli cura l’anima, così come Marcello gli cura il budget, però so’ preoccupazioni), e 'a legge "bavaglio" che nun passa, e 'a "salvapremier" che manco passa, e allo IOR chi ci pensa? E ai preti che non vogliono paga' l'ICI (isso po' accussì vuleva ave' l'appoggio d'o Vaticano?), all'Europa (a parte i giovanottoni figli de... i fiori della Consulta) che gli boccia tutto [in realtà boccia a Tremonti più che altro, ma lui non può contestare Tremonti (o Tvemonti, se pvefevite)perché è l'unico che ne capisce qualcosa di economia pubblica; lui non ne capisce, c'adda fa', capisce solo l'economia domestica], a feste e festini più o meno fumati e innevati a Villa Certosa, Arcore, Palazzo Grazioli (a volte DUE insieme, ma comm’ fa? Va be’ gli forniamo noi l’elicottero di Stato – niente di scandaloso per carità, pecché Taormina non andava a trova' i clienti d'u studio legale, accompagnato d'a scorta e dall’auto blindata du Ministero? Quello è che ‘o pesce fete d’a capa, come si dice dalle parti mie, lasciamo perdere – ma pure la stanchezza, però! A quell’età!), ai servizi segreti che mugugnano, a' scorta che se lamenta (quella 'a paghiamo noi - forse è pe' questo che se lamenta), a bombe e bombette, bufale o non bufale, e ‘o conflitto d'interessi ('sta gran rottura de cojoni) ‘ndo ‘o mettamo? E 'o lifting? E ‘o trapianto d’i capelli? (Meno male che, al momento almeno, non ha bisogno di altri trapianti, senno’ pe’ i nottambuli di città e campagne fossero c… acidi!) e ‘a Mediaset, Endemol, Mondadori ecc. ecc. ci ha da pensa’? E alle 20 ville sparse qua e là, e quello che tiene alle Bahamas, e i conti off shore ce li siamo dimenticati? E la ex moglie che pretende, ‘o fratello, i figli, quelli pure pretendono (unica gioia i nipotini, ma co’ tutto ‘sto casino li vede poco, credo), ‘a barca “Silvio” di Piersilvio (scusate il bisticcio) “nella quale ci stiamo tutti” (l’ha detto lui), saltando annessi e connessi (pecché ‘o viagra nun costa? E si nun fa effetto glie costa ancora ‘e cchiù; e qualche problemino di salute pure ce l'avrà. A lui costano di più, per quanto i suoi medici, po' so' tutti onorevoli, o quasi tutti, no? Qualcuno consigliere, ma siamo lì), e 'o dissanguamento d'i sondaggi pe' se para' 'o culo e vede' fino addo' se po' spinge', qualcuno ci adda pensa' o no? Lassamm' perdere va'; e l'ing. Carlo che gli succhia vagonate di soldi, e 'e carte che hann'a spari' in Cassazione, e l’aggiornamento d’e barzellette (là scarseggia un po’), e Porta a Porta nun costa? E il Giornale? E Libero? (Tutta roba che costa, anzi stracosta!) E 'a P2 e 'a P3 e basta mo'! Ah... dimenticavo... e gli avvocati... quello che costano gli avvocati! Va be' che li ha fatti eleggere tutti, anzi con la PORCELLUM, se li è eletti lui stesso, però... così come c'è stato quell'altro avvocato llà, anzi il duo... quello che è costato a lui e ad altri il duo Dotti/Ariosto! Va be' anche questa è passata, però un po' di segno l'ha lasciato... ecc. ecc., me sapite dicere quann’ tene ‘o tiempo ‘e pensa’ a catastrofi e terremoti, gli abusi, 'a politica del territorio, 'a pubblica istruzione e'a sanità che vanno a scatafascio, 'a monnezza, i militari italiani male equipaggiati e senza motivazione che muoiono come 'e mosche in giro per il Mondo, in base ad una logica nazionale che solo Ignazio capisce, e ‘e machine che nun se vendono, 'a recessione, 'a disoccupazione, il lavoro in "nero", 'a fortissima evasione fiscale, 'a criminalità organizzata, 'u debito pubblico, ‘e riforme, gli extracomunitari, ‘a politica estera, tutte rotture ‘e balle, diciamo la verità. E tene pure ‘ncuollo i giudici comunisti, ‘a sinistra, ‘o centro, i giornaloni, oltre a Santoro, Grillo, Travaglio e cumpagnia bella, e 'e new entry, vedi Vendola. Ce deve pensa' o no? Mo’ pure ‘a Confindustria e Famiglia Cristiana (e s'azzuppano 'o pane, pe' nun ce fa manca' niente,'e famiglie tout court), e, dulcis in fundo, o in cauda venenum (a tutt’oggi), i gay (ma nun era a' Lega ad avercelo duro?). Ma ca ve site mise 'ncapa! Ate che Sant'! Cca'i Santi addiventano Santi! Ma che adda addiventa' Santo overamente? 'O vulite purta’ o’ manicomio o ‘o campusanto, ‘stu cristiano? Qua si pretende troppo! Nu poco ‘e compiacenza, per favore, e di carità cristiana… orcodd…!

*
A proposito di Daniela.
Ma io nun so’ riuscito ancora a capi’: poi gliela ha data o non gliela ha data? Perché lei ebbe a dire “non votate per Silvio”, non disse “non uscite con Silvio”. Quindi non escludeva di poterci uscire; anche sul “darla o non darla”, tutto sommato fu possibilista, un blando “non gliela do, non gliela do”.
Ma stamm’ semp’ lla’, in concreto, poi gliela diede o non gliela diede? Secondo me gliela ha data (bunga bunga, magari, credo di no). Boh!

domenica 31 ottobre 2010

E SE COMINCIASSIMO...

E se cominciassimo a votare in ogni ambito secondo la nostra volontà e non secondo quello che ci ha detto il prete, il potente, il padrone dell’azienda ecc. ecc. ecc.? Si allargherebbero gli orizzonti della DEMOCRAZIA.

E se cominciassimo ad eliminare concorsi e scatole cinesi ed adottare nuovi metodi per liberalizzare le professioni e la vita pubblica dei cittadini? Se ne avvantaggerebbe la MODERNITA’ della Società.

E se cominciassimo ad insegnare fin dalle scuole elementari il ruolo, il senso e l’importanza dell’informazione nei comuni rapporti interpersonali in una comunità e nel Mondo? Questo sarebbe un bel balzo in avanti verso la realizzazione del sogno, dell’utopia della LIBERTA’.

venerdì 29 ottobre 2010

MA LE GIOVANI GENERAZIONI HANNO UN FUTURO?

POSSONO ACCADERE
Grossi fenomeni collettivi: quante volte, ad esempio, si dice “follia collettiva”, violenza, panico che coinvolge gruppi, anche imponenti, di persone. E’ sempre la mente, il pensiero, la volontà di ciascun individuo che viene coinvolta, secondo me, ma in un contesto diffuso e/o affollato si determina diversamente, che non in differenti condizioni. Parliamo di fenomeni che riguardano persone normalmente dotate di buon senso.
Esiste, quindi, una incontrollabile (quanto incontrollabile?) forza trainante (di che segno? Prevedibile? Prevenibile?) che, in certi momenti, coinvolge, o può coinvolgere, interi gruppi, o comunità, forse nazioni.
E qui mi fermo nell’analisi, diciamo così, scientifica e cedo il passo a psicologi e sociologi.
Tratto la questione esclusivamente da un punto di vista fenomenico ed empirico; in definitiva in un contesto misto di cronaca e di storia, sperando di poter trarre le fila di un’avvertenza, diciamo un messaggio che vorrei proporre.
Venendo al dunque:
Si pensi a quello che hanno fatto, non potenti gerarchi e generali, ma comuni tranquilli cittadini tedeschi che si erano trovati ad indossare un’uniforme, o ad essere cooptati per servizi pubblici, ai tempi del nazismo; a quello che hanno fatto bravi ragazzi americani in Viet Nam (e ora si dice in Iraq e Afghanistan), alle stragi di interi villaggi palestinesi e agli stupri ad opera di bravi padri di famiglia, o a quel che accade nell’Africa sub sahariana oggi, e a quello che è accaduto nelle due Americhe in epoca storica post colombiana; si pensi alle sette che predicano il suicidio collettivo, al branco che violenta e sevizia e così via.
Ma mi chiedo: tutti gli esempi appena proposti ed altri dello stesso genere, che appaiono torvi e drammatici esauriscono la casistica, o possono aversi effetti del tutto diversi? Ridicoli, esilaranti, orgiastici? La risposta è sì se si guarda un po’ alla letteratura, alle cronache in materia. Anche qui si sposta il discorso ed invade il campo di sociologi e psicologi, nel quale non voglio avventurarmi.
Dico solo questo, tra il serio e il provocatorio, tra l’ironia e l’amarezza:

C’è oggi in Italia, a mio avviso, una evidente grossa corrente farsesca che serpeggia nella società e va dal Grande Fratello alla Pupa e il Secchione, dagli show televisivi domenicali “culi e tette da fuori” a quelli serali sui processi mediatici, ma poi si apre nelle strade e negli stadi, dalle incazzature che sfociano in omicidi, agli omicidi familiari (ormai quasi giornalieri) di cui tutte le persone intervistate o in metropolitana parlano come se si trattasse di video game; la schizoide partecipazione di autorità e gente comune ad un funerale la mattina e ad un party la sera. Il tutto poi confluisce in grandi risate, o risatone, generali, a base di barzellette, bestemmie (ma in contesto e pertanto non costituenti peccato) e turpiloqui, ormai anche inseriti tra le materie di insegnamento scolastico.
A quanto pare queste situazioni sono presenti anche in altre società, diciamo così, evolute, ma in Italia sono particolarmente esasperate ed evidenti; il che ben si coniugherebbe, come riscontro e come effetto al tempo stesso, con le risultanze di uno studio sulla incapacità di destreggiarsi con la logica, la matematica e la letteratura che, manco a dirlo, pone l’Italia ai primissimi posti nel Mondo, al quale rimando (La cultura degli italiani – Francesco Erbani e Tullio De Mauro Ed. Laterza – Fonte Oliviero Beha “Dopo di lui il diluvio”) e del quale nessuna Forza Politica parla sia per scelta strategica (chi ti voterà se parlerai male degli Italiani? Che fa il paio con: quale cattolico timorato ed osservante – una maggioranza sempre più consistente via via che la popolazione invecchia - ti voterà se parli male dei rapporti tra lo Stato e la Chiesa?), sia per comodità operativa (è più facile governare un popolo bue che un popolo culturalmente attrezzato); lascio al lettore giudicare con quanto senso dello Stato, del benessere sociale e futura lungimiranza.
Ebbene, da questo studio viene fuori che circa l’80% degli Italiani non ha sufficienti capacità di lettura, comprensione e calcolo. Il che ci porrebbe al II° posto nel Mondo “civilizzato” immediatamente dopo lo Stato del Nuevo Leòn, in Messico.
Quindi, per il momento, considerazioni quali quelle che si vanno qui formulando, sono tristemente rivolte ad una fascia di fruitori che va dal 20 al 29% della popolazione tra i 14 e i 65 anni.
Quelli di tutte le fasce di età, peraltro, vanno incontro, in modo che ritengo evidente, per motivi anagrafici, o per motivi di sciatteria di istruzione, di vita familiare e sociale, a fenomeni (oltre che di non apprendimento, ma è più raro, credo) di regressione nell’incapacità di leggere, scrivere e far di conto.

Domanda: dove si va a parare?
Tutto questo viene vissuto, come dicevo, molto allegramente sì dalle Istituzioni, dalle Classi dirigenti, dai Mass media, dal Clero nel suo complesso che, benedicente ed assolvente, punta ad un’altra “vera” vita, glissando su questa (anche le scuole prelatizie benedicenti ed assolventi) ma, quel che più interessa ed è preoccupante, dai comuni cittadini che se la ridono, ci scherzano su, sperano che familiari e rampolli partecipino a Veline, Velone, quiz su domande anche difficili ma che prevedono che quale sia la risposta, anche la più stupida e incolta di questo Mondo, venga accolta dal conduttore con un sorriso ed una battuta incoraggiante.
Difficilissimo rispondere al quesito sopra proposto.
Diciamo che tutta questa farsa può facilmente trasformarsi, secondo me, in tragedia.
E questo sarebbe un bel guaio (ai tempi del Duce, si cominciò con “a noi! A noi!” “Eia eia alalà” e si finì con famiglie distrutte, deportazioni, città rase al suolo). Però dico, pur temendo di essere impopolare, che non sarebbe il guaio maggiore, perché poi dalle tragedie, bene o male si esce.
Immaginiamo che tutto resti così com’è (dovremmo ovviamente mettere in conto anche un deterioramento strutturale della qualità della vita, perché i grulli e gli ignoranti si fanno fregare dagli altri, comunque non guadagnano molto e quindi non possono permettersi molto, né capire molto); certamente si affermerebbe una progressiva tendenza al peggioramento, per cui tra 20 anni, che so, sarà il 10% degli Italiani a ragionare? E poi? Come sono finiti gli Egiziani, i Babilonesi, i Fenici, i Sumeri, le Grandi Civiltà indigene del Nuovo Mondo?
Sarebbe interessante sapere da qualche qualificato archeologo o studioso di civiltà se è stato possibile notare, per caso nei tempi bassi di questi ed altri popoli, alla fine di un ciclo di civiltà, qualche particolarità farsesca, ridondante, nei costumi: facevano burlette, macchiette e teatrini a tutto spiano, ridevano, per caso, piuttosto che cercare di capire, preoccuparsi?
Ma se anche tutto restasse fermo così com’è, ci dovremmo forse accontentare? Essere lo scemo del villaggio è meglio che essere un mentecatto chiuso in un manicomio? Fate voi.
Ma qualcosa si può fare?
Secondo me sì. Non sono in grado di tracciare i percorsi, ma di indicare il punto d’arrivo e l’animo con cui affrontare l’impresa, credo di sì, da cittadino di buon senso.
Occorre molta attenzione e autocritica, questo sì. Rafforzare lo spirito, crederci. Pensare anche agli insegnamenti, alle indicazioni che possono venirci da lontano, dalla storia.
Il punto d’arrivo è certo quello di spostare quell’enorme massa, quell’enormità di cui i parlava, dell’80% di cittadini che balbettano, e tra di essi, diciamo, quel 33% che più di un’Ave Maria e qualche altra cosuccia non conosce, quel 33% che a fatica riesce a comprendere la frase “il gatto miagola”, quel 5% che non comprende la frase “il gatto miagola… perché vuole il latte”; farla arretrare al 70, al 60 e così via, poi credo che il progresso sarebbe sempre più accelerato fino a capovolgere esattamente al contrario, come in una clessidra, le percentuali.
A questo punto ci sarà forse meno allegria (ma l’allegria basata sulla miseria intellettuale è squallore, vanità, alla fine tristezza), meno farsa, che fa ridere gli altri, ma di te, non delle cose che tu proponi per far aprire gli occhi, più dramma, ma anche ironia, tono, considerazione; e l’individuo sarà davvero colui che vive nella società sapendo di appartenervi e, nello stesso tempo, di essere libero e padrone di se stesso, non facendosi trascinare dalla corrente dei malefici fenomeni collettivi, coinvolgenti e inarrestabili brutalmente, senza l’importante supporto della riflessione e della valutazione; fino ad arrivare, sperabilmente, ad una gioia meno caciarona, forse, meno alla film “polpettone di Natale” insomma, ma più fondata ed intensa, alla Benigni, alla Albanese, tanto per intenderci.
Partiamo da qui, da queste riflessioni, se volete (da qualche parte bisogna pur partire).
Come si diceva una volta, coraggio… rimbocchiamoci le maniche e diamoci da fare.

mercoledì 15 settembre 2010

A PROPOSITO DI LIBERTA' DI STAMPA

Le Jene 15 settembre 2010
Ma ce le devono dire loro certe cose? Dove sono, di che cosa si occupano i bravi giornalisti italiani?

Ma l'avete visto l'esercito americano in Iraq? I soldati non sapevano neanche dove erano e che cosa ci stavano a fare, ma avevano comode poltrone in pelle dove attendere gli ordini e divani da Dio per riposarsi e giocare tra loro, postazioni internet alla grande, palestre che manco la meglio fitness da noi, una biblioteca da Vaticano, psicologi ed esperti per ogni loro problema, e strade, muri in prefabbricati di cemento armato, città vere e proprie; tutto trasudava potenza, ricchezza fuori misura e organizzazione, decisione e chiarezza di obiettivi. I morti rientrano nel concetto.
Anche i militari italiani non sanno dove si trovano e che cosa ci stanno a fare, ma hanno quattro tende da poveracci e si trascinano indecisi e contrariati, senza motivazioni e convinzioni di intenti. Qui i morti sono morti veri.
Mi chiedo: quale anello mancante ha deciso di imbarcarci in questa impresa assurda, lo scimmiottamento degli alieni, di abitanti di un altro pianeta per noi irraggiungibile? Certo qualche irresponsabile sciocco ed arrogante (come tutti gli sciocchi) e anche un po' mariuolo, secondo me.
Laddove ci sarebbero tante altre cose da fare per valorizzare le enormi potenzialità italiane, che sono di questo pianeta, ma se ben trattate, farebbero, giustamente, pensare agli alieni che siamo noi su un pianeta per loro irraggiungibile.
Ma che ci vuoi fare... questa è l'Italia oggi (come in passato, del resto). Chi sa se ad un certo punto potremo ben sperare per il futuro.

Ma li avete visti gli stramiliardari in Costa Smeralda che si lamentavano della crisi perché "psicologicamente" si sentivano poveri e trovavano riscontro nell'aver speso appena 36.000 euro di champagne in una serata contro i 50.000 di altri tempi?

W le Jene?
Ma voi che dovreste dirci qualcosa, voi strapagati e inciuciati grandi giornalisti italiani, dove siete? Di che cosa vi state occupando?
Gradite risposte serie e costruttive.

domenica 8 agosto 2010

T I B E T - Le vie dello spirito

Prendendo spunto da un libro che sto leggendo sulla tragedia ormai ultracinquantenaria del popolo tibetano e sul drammatico esilio del Dalai Lama, ho scritto Tibet una piccola, piccolissima poesia, ma molto sentita (a volte non occorrono molte parole); un che di istintivo e spontaneo, quale contributo infinitesimale, ma pur vero ed esistente, allo sdegno per il lato oscuro e nefasto dell’Umanità e al tentativo di superare il male e andare avanti. E’ una c.d. poesia “visiva” che, grazie alla disponibilità, nonché gentile collaborazione grafica, per me preziosa, di Roberta Panizza, è possibile visionare sul blog www.poesiaedintorni.it/.

Quel che mi ha colpito in modo particolare è l’identità e, contemporaneamente, la profonda diversità con le vicende del popolo palestinese. Anche questo, sostanzialmente invaso da un altro popolo.
Ora i Tibetani hanno reagito, sostanzialmente con la negazione della violenza, sotto la guida spirituale del Dalai Lama (che, come da lui stesso affermato, si è rifatto anche all’impostazione di principio di Mahatma Gandhi nei confronti degli Inglesi), sperando che tale atteggiamento risvegli le coscienze della Comunità internazionale e ristabilisca alla fine la loro buona ragione.
I Palestinesi, all’opposto, hanno reagito con la più dura (possibile) reazione violenta, coinvolgendo tutti i popoli omologhi (e non), sperando che l’insopportabilità dei lutti e del sangue ristabilisca alla fine il loro diritto all’indipendenza e sovranità.
Come andrà a finire? Boh.

Ma questi sono due estremi di un cerchio che si chiude (o forse non si chiude) giacché ci sono moltissimi altri popoli sopraffatti da popoli sopraffattori di ieri e di oggi. Pensiamo agli Indiani d’America del Nord e del Sud, ai Mongoli, al dominio inglese in India, a tutti i colonialismi e alle relative lotte di liberazione, e, per venire più specificamente al territorio che più direttamente ci riguarda, l’Europa, non tralasciamo di riferirci anche all’olocausto degli ebrei, al muro di Berlino, agli Irlandesi, ai Baschi, perché no ai Sud Tirolesi (lasciamo perdere, per quanto riguarda il resto d’Italia, le argomentazioni strumentali dei leghisti nostrani, secondo cui, addirittura gli invasori sono diventati invasi), per non parlare, poi, dei numerosi popoli africani coinvolti nei “famosi” conflitti “dimenticati” e così via.
Come sarebbe il Mondo, se si togliessero inceppi, rivendicazioni, velleità di dominio e quant’altro e tutti i popoli si aprissero alla libertà, autodeterminazione e fratellanza? Forse un mondo meraviglioso, tuttavia utopico. Ma chi sa che un domani… l’utopia è pur sempre guida dell’umanità, no?

Per concludere ricordo che secondo le parole, appunto, del Dalai Lama, quello che, più di ogni altra cosa, deve starci a cuore è la salvezza del Pianeta Terra che dobbiamo amare e rispettare, altrimenti corriamo il rischio di perderlo e, con lui, l’esistenza dell’intero genere umano.
L’odio tra i popoli e la sopraffazione di un popolo sull’altro mette in grave pericolo proprio il futuro della Terra. Incomprensioni e prevaricazioni devono, quindi, essere superate per un ragionamento di base, per il destino fisico in senso stretto della terra che calpestiamo, per la vita di tutti; e devono necessariamente affermarsi la fratellanza e l’amore.
Io credo fermamente che la poesia può dare un grande aiuto in questo.

Ciao a tutti e buone vacanze.

venerdì 30 luglio 2010

POESIA E MASS MEDIA

Ecco un esempio confermativo della collocazione dell’Italia nei Paesi a semilibertà di stampa:

Mi trovo a Ischia; partecipo ad un meeting di poesie, faccio un intervento ripreso da un’operatrice di Teleischia. Cade il discorso su una scelta di marca leghista sulle serate di poesia; a questo punto Teleischia, evidentemente in quota Polo, interrompe la registrazione, in persona della predetta operatrice che, come mi ha confermato, eseguiva delle disposizioni.
E parliamo di poesie, non di politiche fondamentali, e parliamo di Teleischia, non di una Rete Nazionale in prima serata, a rischio scandalo, e parliamo di Lega su questioni lontane, non della Casa della Libertà (o come altro si chiama in quella che è ormai la Rinascente della libertà) in Campania.
In concreto facevo cenno al Circolo Filologico Milanese al quale partecipavo una decina d’anni fa anche a serate poetiche nella sezione allora florida Milano-Napoli, successivamente soppressa per volontà di Lega.
Tutto qui, eppure disturbava! Ormai bisogna fare solo chiacchiere e basta; anche in poesia.

Mi domando e domando, chiedendo cortesemente una risposta, a tutte le persone di buon senso e di buona volontà: ma è mai possibile che in questo Paese, il messaggio che dobbiamo lasciare alle generazioni che potrebbero rivoluzionare il futuro, i bambini e gli adolescenti di oggi, è andate via dall’Italia, fuggite, imparate l’inglese, il cinese, l’indiano, quello che volete, ma andatevene se volete vivere la vostra vita nel miglior modo possibile, oppure restate qui ma rincoglionitevi, vendetevi, chiudete gli occhi, pensate solo al vostro culo?

Oddio, c’è anche un lato positivo (c’è sempre il rovescio della medaglia), se la recentissima famosa fuga di notizie afgana sui servizi segreti, avesse avuto luogo in Italia, oggi ci sarebbe, con tutta probabilità, qualche villa al mare in più, qualche morto in meno e più tranquillità e convinzione dell’utenza nel seguire i gravi problemi delle selezioni per la prossima edizione del Grande Fratello e per le Velone, piuttosto che angosciarsi l’anima con quelle che non sono altro che sciocchezzuole gonfiate dai soliti comunisti per danneggiare (oltre che direttamente anche indirettamente) il Governo.

Eppure, in quest’Italia dominata dal Vaticano, eternamente ultima nella ricerca scientifica, nelle modernità sociali e artistiche, nella valorizzazione delle donne nella società e nel lavoro, nella liberalizzazione del concetto di famiglia, e prima nel vedere le Madonne che piangono, nel perdonare stupratori, pedofili e faccendieri corruttori ed evasori, io ancora credo che si possa fare qualcosa per cambiare.

Qui mi fermo e mi rivolgo a tutti i giornalisti, di qualsiasi area, tendenza, ecc. perché credo che il FUTURO stia a cuore a tutti, perché ormai non si tratta più di “quale” futuro; ma si tratta proprio di “futuro” tout court .
Ad esempio, in vista di un convegno in autunno che, con molto sforzo come ben comprendo e molta buona volontà, sta preparando Paola Malgarini, potremmo munirci di episodi, esempi probanti, riflessioni da spedire, far circolare, accumulare per poi farne oggetto di trattazione. E’ un’idea che butto lì, e altre idee potrebbero essere proposte in vista di questo convegno, un’occasione che potrebbe essere di altissimo significato.

domenica 18 luglio 2010

E SE NON VIVESSIMO UNA SOLA VITA? DUE VITE? PIU' VITE?

A proposito della poesia sul vivere più volte FACEBOOK

Comprendo lo spirito poetico al quale mi inchino, qua però bisogna pur confrontarsi prima o poi col dircela in soldoni. Allora il dubbio da sciogliere è: parliamo di una seconda vita inconsapevole della prima, o in consapevole aggiunta?

Nel primo caso, non è detto che ciò non accada già. Sono note le teorie sulla reincarnazione, ma non ne sappiamo nulla e mai ne sapremo nulla, quindi inutile parlarne.

Nel secondo caso, non sottovalutiamo che si aprirebbero inquietanti e grotteschi scenari.
Ne prendo a caso alcuni:
Quello che muore perché ucciso da qualcuno, una volta redivivo e memore, vorrà vendicarsi dei suoi assassini; da adulto provvederà, e così via, anche con riguardo all’uccisore, dando luogo a faide davvero eterne, a confronto delle quali, le attuali, alcune plurisecolari, diventerebbero scherzetti per bambini; e chi muore barbone? Rinascerà barbone e poi ancora; alla quarta volta lo facciamo santo subito, altrimenti non finisce più ‘sta storia. E i grandi amori? Prevedo un boom delle agenzie investigative, perché si cercheranno per riprendere da dove si erano lasciati (il brutto è se non si troveranno). Gli scienziati, poi (questo potrebbe essere un effetto positivo, si dirà, ma stiamo attenti…) riprenderanno i loro studi e ricerche dal punto in cui erano, portando l’Umanità ad un livello elevatissimo di tecnologia, però daranno vita ad una classe di supersapienti ai quali, poi, in definitiva, apparterrà il mondo.
Ma a quale vita mettere lo stop? Alla 2a? E perché non alla 3a? Alla 4a? E così via? Dopo qualche tempo,in quella che potrebbe definirsi una sorta di neoconsumismo di vite, si dirà che due vite non bastano, né quattro o cinque ecc.
Una volta, quando non c’era la attuale proliferazione tecnologica, la vita sembrava durare moltissimo, anche se era mediamente meno lunga di oggi, e si poteva beneficiare anche della saggezza dei vecchi (peraltro più o meno 50enni); oggi con tutta la tecnologia di cui disponiamo e per quanto la vita si sia allungata, sembra trascorrere in un nanosecondo, e, a quanto pare, è dibattuto se non sia d’uopo un’altra o altre vite ancora.
D’altronde non può, certo, affermarsi che solo “la vita che merita” va ripetuta, perché chi lo decide? A parte la soggettività del giudizio, in questo caso particolarmente accentuata, vite apparentemente splendide non lo sono in realtà, e vite che, si direbbe, non valgono un centesimo bucato, sono, per chi le vive, il non plus ultra.
E chi nasce storpio (in senso globale) o è incidentato o deviato? Nella vita successiva nascerebbe “sano”? Credo di sì, non si riesce ad accettare nemmeno come meramente astratto l’infame destino di essere “storpio” per l’eternità. Ma in un mondo di “sani” è facile immaginare un grande exploit dell’eutanasia che (se pur da rispettare concettualmente in alcuni casi, anche nell’attualità) finirebbe con l’essere banalizzata, usata come oggi l’aspirina o lo sciroppo per la tosse. Ciò si tradurrebbe, in concreto, nella banalizzazione della vita stessa. Più vite allora che non valgono nulla; sarebbe meglio, questo, di una sola vita che vale tantissimo?
E quelli nuovi? Quelli che vivono per la prima volta? In un Mondo superaffollato, sarebbero sovrastati e schiacciati dai “mostri”, coloro che, avendo già vissuto altre vite, si farebbero forti della loro esperienza e la farebbero gravemente pesare.
Ma quel che più fa impressione è l’idea di quel che sarebbe la gioventù, di come sarebbe questa “nuova specie” di gioventù, proveniente da altre vite, giovani-vecchi, senza la tipica inesperienza, baldanza, enfasi, genuinità dei giovani, come noi conosciamo. Ma già in quelli che vivono la loro prima vita, ben sapendo che poi ce ne sarà un’altra o altre, nulla sarà sacro e importante, perché poi si ripeteranno esperienze, tentativi ideali e così via, quindi tedio, sufficienza, inconsistenza.
Chi muore debitore, sarà ancora tale allorché rinascerà o, nel frattempo, il debito si sarà prescritto?
Eccetera… eccetera… eccetera… ci si potrebbe cimentare all’infinito nella ricerca di nuovi scenari su vite ripetute. Ma sarebbe, appunto, un gioco, la realtà, quella concreta e quella dello spirito, dell’immaginazione, è un’altra cosa, secondo me, e investita di tutt’altro rispetto.

A questo punto io dico: e se provassimo a tenerci ben stretta questa nostra unica vita e a viverla bene, vivere bene lo splendore di questa unicità, e spenderla bene anche verso gli altri?

martedì 13 luglio 2010

www.ilparlamentare.it

- IL REGIME ITALIANO

- QUANTI OCCIDENTI E QUANTI ORIENTI CI SONO?

QUOTAZIONI

QUOTAZIONI

Daniele Nicolosi, 28enne, in arte BROS (che ci invidierebbero Americani, Francesi ecc.) in Italia viene rinviato a giudizio per la sua arte murale (po’ dice che crea un po’ di malumore ai giudici sentirsi dire che la Giustizia Italiana sta al 140mo posto nel Mondo).
Viene poi assolto (prescrizione + mancanza di querela. I giudici non c’entrano niente). Notorietà ingigantita, maggiore attenzione, le sue quotazioni, sui mercati d’arte, volano alle stelle.
De Corato, che non credo sia un grande intenditore d’arte ( Sgarbi, in genere non tenero ma molto qualificato, definisce BROS il nuovo Giotto), però si esprime d’autorità su di essa, dal momento che vuole contrastare l’attività del predetto autore, con la complicità di quegli stessi Giudici che, dalla sua corrente politica di riferimento, vengono accusati di essere strumentalizzati in altri casi giudiziari (mentre quando vengono strumentalizzati, o si tenta di farlo, per le battaglie “sacrosante” per definizione, in quanto appartenenti alla classe politica di cui sopra, va tutto bene), non sa che bisogna sporgere querela in questi casi (Ufficio legale probabilmente composto da cugini e nipoti); allora quotazione –1000 ; ma alle prossime elezioni sarà ugualmente votato, anzi di più.
A ‘sto punto che quotazione vogliamo dare al popolo italiano? ZERO.
Chi sa per quale strana associazione d’idee mi viene in mente Sarko’ (forse perché l’ho visto in TV nello stesso TG). Lui ha comunque quotazione + 1000. Ha ragione, la Francia non è un Paese corrotto (per diplomazia, credo, non ha aggiunto… a differenza di…) anche se la madame ha sganciato gli sghei (a confronto di come vanno le cose da noi…). E il popolo francese? Mah… qui mi lascio un po’ prendere dallo sciovinismo e dico: W L’Italia!

lunedì 12 luglio 2010

INTERTEMPO

Ho la sensazione di aver vissuto una vita lunghissima trascorsa in pochissimo tempo.
Se guardo all'esterno, agli altri, al mondo che mi circonda, tutto sembra defluire da tempo immemorabile; persone decedute che io ricordo ancora giovani, persone in vita che per tutto il tempo trascorso, ci sovrastano, ci danno l'impressione di essere ancora ragazzi e che, quindi, il tempo scorra lentissimo. Situazioni risalenti a qualche anno fa che sembrano riportarci secoli indietro, e così via.
Ma se mi volto indietro a guardare, prendere in considerazione solo la mia vita, svincolata dal resto che la circonda, sembra che tutto sia accaduto in un istante. Tutti i miei ricordi, tutte le cose fatte, le cose belle e le stronzate, quelle non mancano mai, mischiate in una frazione di secondo.
Io ora sono quello che ha vissuto i suoi lunghi anni, 66 per la precisione, nell'attimo fuggente irrecuperabile che racchiude tutta una vita.
E' molto strano tutto questo. E' da rifletterci sopra ed approfondire.

sabato 10 luglio 2010

MARO'

E che faticata pe' contrasta' i capricci d'u premier ad ogni legislatura!
E 'na vota 'a legge-bavaglio, 'na vota 'a legge ad personam, e 'a legge-salvaculo, 'a legge salvazoccole in parlamento, 'a legge salva pedofili nel clero e via farneticando! Nun se ne po' cchiu'. Alla fine arrivammo tutti stanchi e spumpati, oppositori e uomini del "fare"; nuje e isso. Addo' 'o truvammo cchiu' 'o tiempo 'e fa 'asci' l'Italia d'a crisi e farla crescere?
Tremonti pensaci tu!
Cmq tenimmacello, meglio isso che il nulla.
E poi c'è un motivo umanitario per appoggiare il Governo del presidente operaio for ever; un motivo in più.
Si cade 'o "capo", che fine fanno gli attuali ministri, ministrucoli, tagliacarte e così via? A parte Tremonti e La Russa che continueranno a fare, come sempre, rispettivamente il commercialista e l'avvocato, gli altri?
'A Gelmini, 'a Carfagna, 'a Prestigiacomo, Angelino Alfano, Cicchitto, Buonaiuti, e via sgomitando, che faranno? Apriranno un'agenzia matrimoniale, una scuola di ballo, un asilo infantile? Boh? Nun 'e putimmo abbandona' accussi' 'sti bravi guagliuni, jà! Come ministri s'amacchiano. Ma se cominciano a lavora' sul serio?
Ma al di là di tutto io sono ottimista come il nostro premier. Nun se farà niente, nun cambierà niente e alla fine nessuno si ricorderà più di niente.
Così siamo fatti e nun ce sta niente 'a fa'. Gli unici che l'hanno capito so' Alberto Sordi, Carlo Verdone e Bruno Vespa.

martedì 6 luglio 2010

EUREKA!

Finalmente ho capito com’è che siamo arrivati ad essere classificati al 70mo posto nel Mondo per libertà e qualità dell’informazione.
Il nostro premier, altri personaggi della leadership e i vari seguiti (ma ho forti sospetti che la faccenda riguardi, o almeno abbia riguardato in passato, anche altri premier, esponenti politici e nutriti gruppi di accompagnatori italiani) sono sistematicamente ridicolizzati quando vanno all’Estero, per il loro velleitarismo e dilettantismo, e criticati per gli enormi sprechi (il famoso video, risalente a qualche anno fa, della schermaglia Schulz/Berlusconi al Consiglio Europeo, facilmente reperibile su facebook ed altri blog, docet, ma non solo; voci varie sono acquisibili un po’ dovunque a colabrodo).
Ora, per carità, nessun pregiudizio, magari la situazione è più disdicevole per i ridicolizzatori che non per i ridicolizzati, ma fatto sta che nessun riferimento è riportato dai mass media italiani, silenzio assoluto, a parte i commenti inquadrabili nell’area dei giornalisti che si possono definire "di regime", i quali, al contrario, esaltano le performance dei nostri esponenti all’Estero e le propongono e propagandano come eventi di successo dell’Italia come sistema-Paese.
In tal modo, ogni volta che ciò è accaduto (spesso; probabilmente molto più spesso di quanto non si immagini), siamo retrocessi di qualche punto, fino a scivolare al 70mo posto.

Anche qui, come si fa ad uscirne?
Ognuno dovrà fare la sua parte, ovviamente.
Per quanto riguarda i giornalisti, ai quali più direttamente mi rivolgo trovando per me più congeniale, al momento, questo polo dialettico, io credo che bisognerà molto lavorare sul coraggio.
Se “tutti” o almeno la maggior parte avranno coraggio sarà più difficile sconfiggere e magari uccidere gli isolati avamposti.
Il giornalista, secondo me, deve indagare, tirare fuori il succo della notizia e proporla senza tema di far dispiacere nessuno.
La perdita del posto di lavoro? La necessità di mantenere la famiglia? Si capisce bene che se questi sono i parametri sulla base dei quali viene svolto il lavoro, il futuro è triste.
E’ vero che non bisogna neanche essere utopistici;
però possiamo noi negare che se ci fosse un’etica giornalistica consolidata e diffusa nel senso indicato, sarebbero molto meno i pericoli correlati agli interrogativi proposti?
Perdere il lavoro e perché se chi subentra ha, quantomeno prevalentemente, la stessa forma mentis? Perdere il lavoro, allora, solo a favore di chi? Dei lecca… piedi. Ma quanto può durare?
Lo stesso discorso vale per la famiglia. Anzi altri giornalisti, secondo me, sarebbero disposti a sacrificarsi, a tassarsi per aiutare chi si trovasse in difficoltà per ingiustizie subite. E’ già accaduto altre volte, e accade attualmente, anche in altri ambiti (Forze dell’Ordine, sindacalisti ecc.) quindi nulla di idealistico.
Certo starsene tranquilli a godersi lo stipendio (non vedo, non sento, non parlo come le tre scimmiette insegnano) è più comodo e tranquillo. Allora il 70mo posto è da considerare già una medaglia.
Presto, temo, dovremo schiodarci e precipitare ancora, raggiungendo la Giustizia al 140mo posto. Oltretutto sarebbe più omogeneo. Magari è il fondo quello (anche se… mai dire mai) e dal fondo non si può che risalire.

martedì 29 giugno 2010

serate ischitane

AVVISO AI NAVIGANTI
Si comunica che nell'ambito del progetto culturale "La nostra Isola", che si prefigge lo scopo di "restituire alla poesia il palco di primo piano che le spetta di diritto nell'attuale società italiana", è stata ultimata la stampa della terza antologia poetica della serie "Un'isola di...".
Al lavoro hanno preso parte autori di grande esperienza, insieme ad alcuni promettenti esordienti, formando così un gruppo estremamente valido ed eterogeneo e di grande interesse, non solo culturale.

La presentazione ufficiale del volume alla stampa ed al pubblico, e la mostra delle opere pittoriche in esso contenute, avranno luogo rispettivamente presso gli alberghi "Miramare e Castello" e "Mareblu", entrambi siti all'interno del Comune di Ischia, nei giorni che vanno dal 19 al 24 luglio 2010.
Alla presentazione dell’antologia, nel corso di serate con intrattenimento di vario tipo e con la partecipazione degli autori, a partire dalle ore 21,30, nella sala dei congressi dell'Hotel Miramare e Castello - via Pontano Ischia Porto - saranno presenti Roberta Panizza, Antonio Mencarini, Alberto e Dalila Liguoro, Sacha Savastano, Nunzia Zambardi, Clementina Petroni, Franco Calise, e tanti altri autori e personaggi della cultura e dell'informazione.
In coda alle letture poetiche, cui prenderanno parte personalità culturali di primissimo piano, sono previsti interventi di artisti provenienti da altre discipline che presenteranno le loro opere.

In occasione di tali eventi, la direzione dei suddetti alberghi, nella persona del Dott. Giovanni Monti, ha messo a disposizione quattro diversi pacchetti di offerte speciali, che potranno essere richiesti direttamente ai recapiti sotto indicati.

Si segnala in particolare che nei giorni 21 e 22 luglio, saranno rispettivamente lette le poesie di Alberto e Dalila Liguoro che saranno presenti ad ambedue le serate.
Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti.
Data la particolarità degli eventi, si consiglia di prenotare ai seguenti recapiti:

Contatto stampa
savastanosacha@gmail.com
emmegiischia@gmail.com
Immagini per la stampa disponibili su
http://www.emmegiischia.com


E’ un progetto ideato da
Bruno Mancini
Via Gemito 27
80077 Ischia (Napoli)

martedì 22 giugno 2010

CHI CI CAPISCE QUALCOSA?

Fini finge di non capire (perché il background per capire quale ex fascista ce l'avrebbe) che non è la Padania a non esistere. E' l'Italia che non esiste.

Napolitano finge di non capire (perché, anche lui, il background culturale quale ex comunista e meridionale ce l'avrebbe) che l'Unità d'Italia è una bufala; per cui il preteso 150enario andrebbe commemorato con le bandiere listate a lutto, altro che fanfare, inni ed enfatizzazioni sopra le righe varie.

Bossi probabilmente davvero non capisce (perché lui il background non ce l'ha) che il Sud, invece, è l'unico che davvero esiste. Chi ha sentito mai parlare di un florido e prospero Regno di Napoli, pur con le sue contraddizioni (ma il Regno Sabaudo non ce le aveva?), sconvolto e stremato dallo sbarco dei Mille sotto l'ala protettrice dell'Inghilterra, e poi messo in ginocchio e prosciugato dall'apparato e dalle truppe piemontesi?

Statemi a sentire, qua, secondo me, l'unico che ha capito tutto è lui! Proprio lui. Avrete certo capito voi a chi mi riferisco.

sabato 19 giugno 2010

DIRE CHE LA MAGGIORANZA, comunque, HA SEMPRE RAGIONE E' ASSOLUTAMENTE FUORVIANTE E FALSATO

Il conformismo dilagherebbe incontrastato, impedendo lo sviluppo della fantasia e l'affermazione del futuro.
Basti pensare che se si fosse ragionato così nei tempi andati, mai tre caravelle sperdute in mezzo all'oceano avrebbero portato alla scoperta dell'America; non ci sarebbe stata la rivoluzione francese su iniziativa di uno sparuto gruppo di persone riunito nella sala della pallacorda, e da segreti consessi di carbonari non sarebbe mai venuto fuori l'impulso per l'unità d'Italia (magari sarebbe stato un bene - mi riferisco a tutti e tre gli esempi - ma questo è un altro discorso).
Morale: bisogna sempre riflettere, approfondire, correre il rischio di sbagliare e assumersene la responsabilità.

mercoledì 16 giugno 2010

CONFLITTI DI INTERESSI E PARADOSSI

L'imprenditore che dichiara di essersi recato a palazzo Chigi per gli appalti truccati, lo chiama in causa; ma palazzo Chigi è parte civile contro di lui.
Ecco un caso di potenziale imputato e potenziale danneggiato che confluiscono nella stessa persona. Più che un caso di conflitto di interessi, questo è un conflitto di personalità nello stesso soggetto. Un fatto esistenziale.
Qui occorrerebbe l'intervento di uno psicoqualcosa.
Un pentito accusa il premier e il suo fido scudiero di collusioni mafio-bombarole; nello stesso tempo vorrebbe protezione nel programma, dal premier.
Qui o è sbagliato lui che con una mano colpisce e con l'altra elemosina aiuto, o è sbagliato il premier che non dovrebbe essere preposto a decidere se aiutare o meno il suo accusatore. Questa legge non è serena.
Il parlamentarino incaricato, che si affanna a precisare "ha parlato dopo i sei mesi", non c'entra niente. Lui è un mero esecutore d'ordini.
Eh bisogna dirle le cose. Visto come ha funzionato con la legge bavaglio?

martedì 8 giugno 2010

B a l b e t t i i

CROZZA Alive -
Il formidabile Vendola: Di fronte allo strapotere e all'arroganza della Destra, la Sinistra balbetta.
PORTA A PORTA Ieri -
Alcuni miliardari ci hanno spiegato come della crisi, tutto sommato, non se ne risente poi (più) tanto, come, bene o male, se ne sta venendo fuori, e che cosa loro stanno facendo per espandere la produzione e l'esportazione e lottare contro la disoccupazione.
E il Governo? Sui provvedimenti per chi è disoccupato, chi è stato licenziato o lo sarà prossimamente, o non arriva a fine mese? Balbettava (Oddio balbettava pure Colaninno per la verità).

Ma stessimo meglio senza POLITICI?

SENSO DELLA NOTIZIA O SENSO DELLA MISTIFICAZIONE?

I° TEMPO
Si diceva (e si dice) in ambito giornalistico che non è il cane che morde la vecchietta a fare notizia, bensì la vecchietta che morde il cane.
Ora ha voluto applicare questa regola il TG5 (o forse anche altri TG?) che ha dato la notizia dello sgomento determinato (asseritamente - sembrerebbe, per la verità, in Israele e solo lì) dal fatto che alcuni soldati di "uno dei più potenti eserciti della Terra" (caspita! I produttori di pompelmi... niente di meno che alla pari di USA, RUSSIA, FRANCIA, INGHILTERRA ecc. ... proprio loro hanno uno degli eserciti più potenti del Mondo (?) E gli sghei chi ce li mette? Le lobbies ebraiche accreditate presso i Potenti del Mondo! E' evidente. Lo zio Sam in testa? Evidente anche questo...) venivano malmenati, dicevo, dai membri degli equipaggi delle navi - asseritamente con aiuti umanitari - che avevano attaccato?
Ecco la notizia!
Non... sgomento nel Mondo per quello che è accaduto... per i morti... ecc.
MA (sgomento perché) i picchiatori venivano picchiati. I conquistadores venivano conquistati, gli aggressori aggrediti, i dominatori dominati.
Questo è senso della notizia (se non è mistificazione)!
Bravo Rossella! Il tuo stipendio a 'sto punto dovrebbe essere raddoppiato (personalmente lo triplicherei)!

II° TEMPO
Bertolaso fa un'ampia analisi negativa, anzi catastrofica della situazione sismica in Campania e dell'assoluta assenza delle Autorità sul piano della prevenzione, della preparazione all'emergenza e così via.
Bravo Bertolaso! E' uno schifo. Hai ragione. Nessuno fa nulla, anzi si continua a chiudere tutti e due gli occhi sugli abusivismi alle falde del Vesuvio ecc.
Siamo tutti d'accordo.
Ma Bertolaso è anche giornalista? Perché, alla fine, il senso della notizia ce l'ha; infatti conclude a sorpresa, come un cazzotto nello stomaco: "ma il pericolo maggiore non è il Vesuvio, non sono i Campi Flegrei, ma Ischia."
E siamo all'inizio della stagione estiva. Centinaia di prenotazioni disdettate (in tempo di crisi è una batosta. Ma siccome c'è sempre una compensazione, sarà stata una manna dal Cielo, un toccasana per la Sardegna. Eh sì! E là chi ci sta?).
Questa notizia è una bomba, un vero scoop! Premio Pulitzer (Oddio... scoop e Pulitzer all'italiana... l'omologo americano avrebbe detto qualcosa come... la California si spacca in due... 200 città lungo la faglia di S. Andrea rase al suolo.... o qualcosa di simile)! Tra l'altro un simile annuncio trova riscontri nel cinema - lo squalo... inferno di cristallo... ecc. - dove chi presagiva catastrofi, alla fine, aveva ragione. Perché? Perché questo era estremamente suggestivo e scenografico. E' questo che fa vendere (anche) un giornale!
Ancora una volta... bravo Bertolaso!
Ma non s'era detto che nessuno era in grado di prevedere i terremoti, così come le eruzioni, se non con empiriche, vaghe valutazioni spalmabili in un arco indefinito di tempo (secoli)? Non i Californiani, non i Giapponesi, ma Bertolaso sì?
Allora diciamo pure di sì! In tal caso, sarà pure un ottimo giornalista, ma un pessimo "addetto ai lavori", perché o è vero quello che ha detto, allora non si capisce che aspetta a darsi da fare per provocare l'EVACUAZIONE DELL'INTERA ISOLA D'ISCHIA (o almeno denunciare insistentemente e ripetutamente fino ad ottenere una linea di condotta delle Autorità Politiche, almeno provarci con ogni mezzo); una cosa del genere detta a mezza voce è inutile, o meglio è colpevole e deleteria, perché non assolve chi l'ha detta e non fa capire nulla a chi ascolta, o è una bufala, allora il nostro dovrebbe rivolgersi ad un buon avvocato e autodenunziarsi per procurato allarme, cercando di patteggiare una pena mite con sospensione condizionale, guadagnandosi le attenuanti generiche.
Tertium non datur
A meno che non voglia rinunziare tanto alla carriera di Capo della Protezione Civile, quanto a quella di Giornalista, per votarsi a quella di Frate francescano, e stia allenandosi in tal modo, a dire "fratello (ischitano in questo caso) ricordati che devi morire!"
Boh! Chi sa quale è l'opzione giusta.

venerdì 4 giugno 2010

RIFLESSIONI DOPO LA MOSTRA D'ARTE PITTORICA DEDICATA A "Egon Schiele e il suo tempo"

Senza nulla togliere ad Egon Schiele, il cui tocco d'artista è stato paragonato a quello di Michelangelo, mi occuperò solo del "suo tempo" per la verità.
Ho visto anche la mostra sui due grandi Imperi, quello romano e quello cinese.
Per uno che ha scritto un romanzo intitolato "Rumore di passi nei giardini imperiali" è, come dire, quasi un atto dovuto parlare di Imperi.
E allora parliamo di Imperi.
Il mio punto di vista è strettamente personale, ma, come la vedo io il vero grande Impero come estensione e come durata... in linea generale si va oltre i 1000 anni... è l'Impero Romano; è da questo che, in via pressoché esclusiva, è nato il concetto di imperialismo, di dominio permanente cioè su altri popoli. Concetto negativo e causa degli ulteriori sciagurati eventi dell'Umanità - pur non potendosi negare i lati positivi, giustificativi di tanta longevità, nelle arti e mestieri, nella filosofia, nell'amministrazione, nel diritto, e così via.
L'Impero Cinese è più antico e probabilmente più vasto dell'Impero Romano ma, di gran lunga, meno invasivo perché consta, nella sostanza, di un'ampia interconnessione di popoli omogenei, non vi è egemonia di razza, di religione, di usi e costumi. Ciò risulta anche dalla comparazione dei vari complessi architettonici, simboli, statue commemorative e così via.
Ora lasciando stare altre analoghe situazioni, imperialismi che si sono affermati o conati di imperialismo, comunque mutuati dai due sopra indicati (soprattutto quello romano, per quanto si è detto), anche in epoca più o meno recente, ovvero, in epoca remota, conquiste territoriali tendenti a stabilire, certo, una supremazia e quindi un assoggettamento anche nel commercio, nella navigazione, nella distribuzione del lavoro ecc. ma non un allargamento dei confini del popolo invasore, per cui la situazione complessiva restava sostanzialmente immutata rispetto al precedente assetto, penso ad Alessandro Magno, alla conquista (anzi alle conquiste) di Troia, e così via, veniamo al tempo di Schiele.
Il grande Impero Austro-Ungarico, che Musil vedeva come l'impero millenario (ma la sua durata complessiva è valutabile, considerando anche il precedente Impero Asburgico e il dominio austriaco sul Lombardo-Veneto, compreso l'intervallo napoleonico, più o meno, intorno ai 200 anni), e che trova un forte riscontro negli artisti dell'epoca, in particolare Klimt e Schiele, appunto, che, al momento della sua morte, a soli 28 anni, nel 1918, quando ebbe fine l'Impero avendo l'Austria perduto la guerra, pronunziò la frase "la guerra è finita e io devo andare", è un Impero assolutamente diverso ed eccentrico rispetto ai primi due sopra esaminati.
Un Impero di piccole cose, come dice Musil e viene fuori dagli artisti e musicisti dell'epoca, nel quale erano rappresentate ben 27 etnie diverse; un impero basato sull'integrazione e la valorizzazione delle peculiarità nazionali (per quanto, anche lì, non credo mancassero le discriminazioni - homo homini lupus), sulla forte e capace burocrazia, nella quale le valorizzazioni erano solo di merito e non di razza o di lobbies (tant'è che ancora oggi sopravvive la figura del tipico funzionario imperiale), sulla cultura e la ricerca in tutti i campi, anche quello della buona amministrazione e del governo illuminato.
Un tentativo, un esperimento, secondo me, di un Mondo dove si valorizzasse la vita, ahimé abortito.
Ora io dico che dovremmo molto apprendere dagli Austriaci.
Hanno perso la Grande Guerra e questo, ha avuto, per loro, un senso definitivamente conclusivo di un consolidato valore primario nel Mondo. Vienna da allora, non ha più avuto e mai più potrà avere il posto in prima fila, tra i potenti, nel Mondo, anzi dovette subire un successivo strascico, fortunatamente di passaggio, di sottomissione e annessione alla Germania. Ebbene hanno superato tutto con grande dignità e compostezza e sono comunque tra i popoli più civili, e con altissimo indice di cultura, del Pianeta.
Noi Italiani (ricordate voi della mia generazione, come a scuola ci indottrinavano, per distrarci dalle vergogne nostre, sugli odiati oppressori austriaci, endemici nemici giurati che abbiamo dovuto sconfiggere per ottenere l'indipendenza - e poi che ne abbiamo fatto di questa indipendenza? Spero - nonostante tutto - che le cose siano cambiate oggi e ci sia più elasticità critica e ampiezza di vedute nell'insegnamento) abbiamo avuto la grande batosta nella Seconda Guerra Mondiale; abbiamo anche noi perso qualcosa, molto in dignità e in vite umane, ma, con serena valutazione, non di più, anzi, onestamente, di meno, se non per la particolarità che questa si è rivelata essere l'Ultima Grande Guerra e noi [decisamente da pirli - Mussolini non era piovuto sulla Terra da Marte, e in Italia non vi era un ineluttabile contesto alla Bokassa (ma qua e là la Storia insegna qualcosa?) - perché non avremmo dovuto mai iniziarla, non avendo la potenza e le capacità di ripresa degli altri 2 Paesi sconfitti, Germania e Giappone], Altare della Patria di qua, Campana della Vittoria di là, proprio questa abbiamo perso!
Però, c'è da dire, per contraltare, che l'abbiamo voluto noi, quindi avremmo poco da recriminare.
Ebbene ancora non ci siamo ripresi, ancora brancoliamo in mille vaghi rivoli di insipienza e vaneggiamenti.
Quando l'Italia, in un modo o in un altro ormai esistente, sarà un PAESE VERO?

mercoledì 2 giugno 2010

ALTRE DOMANDE

Io direi:
Lasciamo perdere Festa della Repubblica, 150enario dell'Unità d'Italia, festini e celebrazioni varie e parliamo di cose serie.

La domanda sorge spontanea, come si suol dire:
LA STRADA DELLA LIBERTA’ DI STAMPA E’ ANCORA MOLTO LUNGA DA PERCORRERE?
Direi... abbastanza ovvia la risposta, ma... lasciamo perdere anche questo...

Ho posto una “domanda molto semplice” nel post che segue
ma qualche altra domanda voglio porre qui:

Perché se i mass-media dicono una asserita cazzata su Berlusconi, gli amici e parenti del predetto, o comunque un VIP, costoro possono telefonare in diretta ad una trasmissione televisiva e rettificare, sbattendo poi il telefono in faccia al conduttore; mentre invece se dicono una asserita cazzata su di me o il mio vicino di casa, questo non si può fare?

Perché se i mass-media riferiscono su un coinvolgimento penale asseritamente infondato dei predetti potenti e VIP costoro possono andare in TV a dare la loro “corretta” versione, mentre se ciò accade a me o al mio vicino di casa ce lo dobbiamo tenere e basta?

Perché il malcontento e il fermento per i tagli alla scuola e le mancate promesse è fortissimo e i giornali, invece, ne parlano poco o niente?

Qui si attendono concrete risposte, per quanto possibile; almeno provarci.
Sono gradite anche eventuali altre domande (con o senza risposta).

Arrivederci e grazie.

lunedì 31 maggio 2010

LA DOMANDA E' MOLTO SEMPLICE

E' a tutti ben nota la recentissima azione bellica di Israele contro la flottiglia internazionale con dichiarati aiuti umanitari per i Palestinesi, che aveva forzato il blocco navale imposto da Israele dopo la salita al potere di Hamas, con 10 morti.
Lasciando perdere il merito della questione con i relativi contrastanti pareri in proposito, che ci porterebbe troppo per le lunghe in questa sede, il punto è un altro.
Posto che a Milano si è formato, oggi, intorno alle 7 di sera, non so quanto per spontaneità e quanto per organizzazione, un corteo molto nutrito e compostissimo, per la verità (l'ho seguito per un pezzo - la polizia seguiva e, appartata, sorvegliava), che, partendo da piazza S.Babila, percorreva tutto Corso Europa e via Larga, via Albricci, fino a piazza Missori, coprendo contemporaneamente tutti questi luoghi e continuando verso piazza Duomo, per protesta contro l'episodio suddetto, composto da palestinesi residenti in Italia, tra cui molte donne e bambini, organizzazioni pacifiste, qualche bandiera veterocomunista e qualcuna di vaga ispirazione socialista, cittadini comuni, bandiere di emergency, qualche sigla sindacale, qualche rappresentanza studentesca, con slogan, canti e striscioni severamente critici o contrari, alcuni molto contrari ad Israele e ai suoi attuali governanti,
la domanda è:
Se io sono un giornalista devo parlarne? Devo fare una cronaca adeguata di questa manifestazione, rispondendo al mio compito di informazione, oppure, valutando, in ipotesi, negativamente il fatto, disdicevole, non condivisibile, socialmente inopportuno, fomentatore di ulteriori proteste che potrebbero mettere in crisi l'ordine pubblico, che è pure un valore da salvaguardare, devo ignorarlo, tutt'al più glissare, diventando in tal modo, parte in causa, soggetto politico partecipe, condizionante?
Come si risponde a questa domanda e con quali argomentazioni?

giovedì 27 maggio 2010

UN PONTICELLO SEMPRE C'E'

APPELLO AI PUBBLICISTI DELLA LOMBARDIA
A CHI CREDE SIA POSSIBILE LOTTARE ANCORA PER UN'INFORMAZIONE LIBERA E DEMOCRATICA
al ballottagio per l'elezione dei consiglieri regionali e nazionali DOMENICA 30 maggio (9,45 -13,15) e LUNEDI' 31 maggio (9,30 - 14) Corso Venezia 47 - Palazzo dell'Unione del commercio - MILANO occorre una vostra massiccia presenza.

LA STAMPA POTENTE, quella per intenderci che glissa sulla collocazione dell'Italia al 72° posto nel Mondo quanto a libertà di stampa, che non dice una parola sui consistenti tagli alla SCUOLA, che non si accorge (o finge di non accorgersi) dell'assoluta mistificazione con la quale si blatera di riforme che dovrebbero aiutare il Paese ad uscire dalla crisi e predisporre le condizioni per un futuro migliore, ma poi non si mettono neanche in cantiere, che bofonchia sulle auto blu, sulle retribuzioni e pensioni abnormi a parlamentari e politici d'alto bordo, sul (mancato) ridimensionamento di onorevoli e portaborse,nega o è agnostica sulle ripetute operazioni di imbavagliamento dei giornalisti cattivi (quelli che dicono la verità) e asservimento dei giornalisti buoni (i conformisti, insabbiatori, adulatori, perbenisti e ottimisti), asseconda la bufala dei processi forcaioli ai membri della casta, da parte di giudici "comunisti", non spende una parola sulle responsabilità e l'invadenza della Chiesa su tutto questo, della Mafia, Camorra, Corruzione, Clientelismo (più o meno puttaneggiante) non ha mai sentito parlare TENDE A SPADRONEGGIARE.
PER CONTRASTARLA
Venite a votare me Alberto LIGUORO e i miei compagni di avventura, Gabriella FIECCHI, Enrico CAMPAGNOLI, Luca DI GRAZIA, Monica SOZZI, Gianni FOSSATI, Umberto ACCOMANNO, Antonio FRANCO per il Consiglio Nazionale Pubblicisti.
Nomi già segnati sulla lista, occorre solo apporre una x sulla casellina.

Per l'incarico di revisore nel Consiglio Regionale Lombardia Pubblicisti
Pietro SCARDILLO

Il mio appello vale, ovviamente, anche per i professionisti della LISTA CIVICA INDIPENDENTE guidata da Franco ABRUZZO e Gianni DE FELICE.
I loro canali, d'altronde, sono molto più consistenti ed io spero, con tutto ilo cuore, quale cittadino, padre di famiglia e pubblicista in questo meraviglioso e sbrandellato Paese,che abbiano uno SMAGLIANTE SUCCESSO, tale, possibilmente, da far sì che si volti pagina.
Ciao a tutti, sperando sempre per il meglio.
Scrivetemi se volete, al seguente recapito e-mail:

albertoliguoro@libero.it

sabato 22 maggio 2010

UN PIZZICO DI TENEREZZA CRIBBIO!

Silvio per sbarcare il lunario, vende la casa dove è cresciuto, dove, fanciullino, sgambettava afferrandosi alle tette della tata.
Se non piangete qui, italiani insensibili ed egoisti, quando piangete? Quando banalmente non arrivate a fine mese?
Soldi, soldi, soldi! Sempre e solo i soldi ci avete in testa. Pensate solo a nutrire il corpo. E lo Spirito? Chi ce lo nutre lo Spirito? S.E. Hans Hermann Groer?

venerdì 21 maggio 2010

HELLO BOYS & GIRLS

IERI SANTORO CI HA SPIEGATO LA RAVA E LA FAVA DEL SUO ACCORDO MILIONARIO CON LA RAI.

La sostanza del discorso è se la barca sta affondando e non c'è niente da fare, che almeno mi salvi io.
E' questo un pensiero molto in voga, in giro per l'Italia e qua e là altrove (Scalfari docet - molti esponenti politici al Governo e all'Opposizione e cmq molti uomini di potere docent ecc.).
Ora questo, sbagliato o giusto che sia,quel che importa, in concreto, è che (secondo diffuse opinioni) LA BARCA STA AFFONDANDO.

Mi vengono in mente, in proposito, le parole di un qualificato giornalista greco, in un altro servizio della RAI, che, a proposito del ritardo col quale il Governo Greco ha reso partecipi i cittadini della grave crisi in atto, ha detto: è come sul Titanic. Per non interrompere la festa in corso, fu dato in ritardo l'annuncio della catastrofe che si stava compiendo e accadde quel che accadde; e i sopravvissuti pagarono per tutta la vita le conseguenze di quella tragedia scampata.

E' quello che capiterà anche a noi? Speriamo di no.
Intanto una cosa è certa, l'asse dell'Europa Continentale, gira e rigira è sempre FRANCIA e GERMANIA (e fidati e ricchi satelliti); hai voglia di mandare carne da macello in Afghanistan e altrove, di mandare Putin in vacanza in Sardegna, di mettere il bavaglio alla stampa e così via... laddove sarebbero urgentissime coraggiose riforme, coinvolgimento ampio e democratico del popolo, incentivazione della ricerca e dei progetti per il futuro, investimento convinto sulle nuove generazioni e quant'altro... FRANCIA e GERMANIA - GERMANIA e FRANCIA, tutto il resto, purtroppo, è (shakespearianamente)... silenzio!

Tornando a bomba, il succo del discorso è:
Attenzione Boys and Girls, non crediate di poter aspirare tutti ad essere dei Biagi, Montanelli, Santoro ecc. per poi pretendere liquidazioni milionarie al momento della (ahimé scontata) defenestrazione.
Stavolta è andata così (troppo imbarazzo, troppo coinvolgimento esterno, troppa carne a cuocere, un pizzico di "mazzo"), ma non è che può diventare routine!
La prossima volta un bel calcio in culo e via andare (Mentana docet).

E concludiamo con un afflato poetico
sotto le stelle ascolto una musica così vicina che mi sembra di avere avanti agli occhi l'orchestra.
Suonano NEARER MY GOD TO THEE

domenica 16 maggio 2010

GUAGLIU' QUA NUN 'AMMO CAPITO NIENTE

Oggi ho visto ai telegiornali (quelli Mediaset ormai a reti unificate, ma anche la RAI non è da meno. Gli altri pòracci si accodano) tutte BELLE NOTIZIE:
Gli italiani al mare, bel tempo dovunque
catastrofi e stragi lontanissimo dal nostro Paese e comunque gestibili e non preoccupanti
gli indagati VIP nostrani tutti innocenti e cmq la giustizia sta facendo il suo corso (ma allora che corso sta facendo?)
singoli casi di morti dissanguati per disperazione o omicidi sporadici o breve trafiletto o niente proprio
azioni di polizia alla grande
interviste ai cittadini sprizzafelicità si mangia si viaggia si scopa
Il Papa rinnova la Chiesa
mostra dei cani qua festival là, la fanfara dei bersaglieri poi il TOP
ecc. ecc. ecc.
Allora qua qualcuno ce lo deve spiegare:
O SIMM' Nuje c'a vedamo nera che semo jettatori e menamo gramo - nun c'è crisi, disoccupazione e recessione, con conseguente mancanza di speranze per i giovani e fuga all'estero per chi può, nun c'è criminalità organizzata e di colletti bianchi, nun c'è evasione fiscale tosta da una parte e aggravio di tasse pure tosto da un'altra, nun c'è decadimento culturale, nepotismo, arretratezza nella letteratura e nell'arte, per cui è chiusa ogni porta per i nuovi talenti, nun ce so' ladri nella Pubblica Amministrazione, né sprechi, nun ce so' puttane (uomini e donne) che nel giornalismo, nello spettacolo, nelle amministrazioni,rubano il posto a chi spetterebbe,'a corruzione a tutti i livelli è una favola, la nostra classe dirigente è il TOP, le riforme e la capacità di farle al TOP, la considerazione dell'Italia all'Estero (con i conseguenti benefici esistenziali e lavorativi per i cittadini e gli operatori in vari settori produttivi, dal turismo, all'esportazione di prodotti nostrani, al cinema ecc.)è alle stelle ,ecc. ecc.
oppure
qua ce sta qualche GRANDE FRATELLO che ci martella nelle orecchie e ci lava il cervello dalla mattina alla sera.
Alla fine stiamo male ma SIAMO NOI? O stiamo bene con una MASCHERA in faccia?
Chi ci 'o spiega?

(in ogni caso il GRANDE FRATELLO sta sempre bene e senza maschera - ma questo è un altro discorso)

Commento sul blog di Beppe Grillo al post LOTTERIA ELETTORALE - 16.5.2010 ore 17,01

venerdì 14 maggio 2010

POETI E POESIE

Eh sì... la poesia salverà il mondo... è un'aspirazione, un augurio. Io ci credo, credo che alla fine sarà così e mi ci butto dentro con tutta l'anima, allo sbaraglio, ma...
CHI SONO I POETI?
Do per scontato che nella definizione classica del termine possiamo ricomprendere tutti gli artisti, i pittori, gli scultori,gli scrittori in genere, i fotografi d'arte ecc., tenendo ben presente che anche il concetto d'arte è ormai fuori dagli schemi settoriali, dalle classificazioni e ristrettezze di un tempo, come dimostra, ad esempio, l'arte performativa, dove ci sono stati artisti che hanno fatto delle proprie disavventure giudiziarie una performance artistica, o del proprio corpo, e così via.
Ma... non è forse poesia alzarsi presto la mattina e accompagnare i figli a scuola? Per un giornalista fare un'inchiesta sui potenti per affermare la libertà dell'informazione a costo di correre seri rischi personali? Per un qualsiasi lavoratore, raggiungere da lontane periferie, nella nebbia mattutina, con la bicicletta la più vicina fermata della metropolitana, e così arrivare in orario sul posto di lavoro? Raggiungere fine mese con la paga di cui si dispone in un sistema socio-politico cannibalistico? E... si sprecano gli esempi.

In definitiva, secondo me l'uomo è poeta in quanto tale.
Tutti gli uomini sono poeti - o qualcuno preferirebbe dire "santi", o qualcuno preferirebbe dire "innamorati", o altro.
Poi che cosa accade? Come avviene per la santità, o per l'amore, l'uomo può esaltare la poesia o mortificarla, o ucciderla. E anche qui gli esempi si sprecano.
Questo dono del destino o di Dio, la poesia (come la santità o l'amore)che originariamente è di tutti, può dall'uomo essere portato fino alla commozione e al sacrificio, o viceversa calpestato, brutalizzato, annientato.
E' il seme che cade su tutta la terra, poi sulle rocce deperisce, sul mare diventa fradicio, sulla buona mollica diventa fiore, albero, selva.
Non c'è cosa più ridicola secondo me di dire (e ho sentito dire) io faccio il poeta come se fosse un mestiere. Se lo fosse, potrebbe permetterselo solo chi ha la tasca e la pancia piena e, diciamocelo francamente, se ne fotte del Mondo intero. Già questo... che cosa ha a che vedere con la poesia? E' meno poeta l'impiegato di banca che certo non ama il grigiore, ma si sobbarca al grigiore, se ne fa croce (mentre gli altri "fanno i poeti") per sbarcare il lunario, per badare alla famiglia? E' meno poeta il bravo tecnico chimico, informatico, o che cavolo... che, dopo aver risolto un problema grave, che avrebbe forse messo in ginocchio decine, centinaia di persone, se ne sta nell'ombra a guardare, a sbocconcellare un panino (mentre gli altri "fanno i poeti"), eccetera, eccetera, eccetera?
I tempi cambiano; oggi c'è più tecnologia, più aggressività, più inquinamento. Che cosa ha guadagnato l'uomo? Sì ha guadagnato certo qualcosa. Ma che cosa ha perso? Ha perso probabilmente molto della sua natura, della sua poesia.
Ed eccoci alla POESIA.
Vale qui lo stesso discorso.
Quante poesie, nel senso ortodosso del termine, non lo sono affatto; sono banali sentimentalismi o enfatizzazioni, tutt'al più semplici esercitazioni metriche?
E quante poesie si vedono, invece, durante la giornata, sui volti della gente, nei sorrisi dei bambini e... perché no... sul culo delle donne (lo dice anche Gaber).
Ma, come si è detto, così come vive e si esalta, la poesia muore.
Spesso, molto più spesso di una volta, oggi la poesia muore.
E qui ritorniamo ai poeti e alle poesie.
Ho scritto una volta qualcosa come ci sono in giro solo cavalieri senza cavallo e poeti senza poesie. E lo confermo, è vero.
A parte i massacratori di poeti e poesie, coloro che invece conservano e coltivano il dono della poesia hanno spazi stretti e risicati per esprimersi, e, via via, hanno sempre meno spazi, ma hanno sempre dentro di sé la poesia, così come ha dentro di sé i cavalli il cavaliere, come in quel film aveva dentro di se la jungla, Mowgli.
CONCLUSIONE: Ecco perché può fondatamente dirsi che c'è poca poesia oggi in giro, e c'è sempre meno poesia nel Mondo.
Ora la domanda (senza risposta) è questa:
QUEL POCO DI POESIA CHE CI RESTA RIUSCIRA' A CAPOVOLGERE LA SITUAZIONE E SALVARE IL MONDO?

giovedì 6 maggio 2010

NOI E I NOSTRI CUGINI

Cari Francesi perché ci amate e ci odiate tanto?
Noi non siamo da meno, per la verità, ma voi siete più uniti e compatti, noi sparpagliati, finiamo con l'apparire indifferenti, anche se poi non è così.
Cerco di trovare io una spiegazione.
Ci odiate come concorrenti, in ambito latino, su tutti i fronti: dalla moda allo sport, al vino, al formaggio, alle macchine, alle donne. Sì avete maggiore ricchezza, maggiore forza politica, ma meno tradizione, meno sole, meno Mediterraneo, meno fantasia; supplite (egregiamente devo dire) col vostro impareggiabile savoir-faire.
Ci amate perché fate dei business con noi che... ve li sareste solamente sognati se noi (e i nostri Governanti) fossimo stati più lungimiranti e intellettualmente onesti.
Cito a caso:
- il regalo dell'Alta Savoia e della Costa a Azzurra che proprio in questi giorni state festeggiando (la cosa surreale è che festeggiamo anche noi e inneggiamo a Mazzini, Garibaldi ecc. - c'è di mezzo pure la Lega, un po' di qua, un po' di là. E' facile previsione, quindi, che farete ancora altri affari della M...... con noi);
- la svendita della Corsica (che avete acquistato per una manciata di monete fallimentari, finite in chi sa quali tasche, e che ha dato i natali ad un vostro illustre concittadino, se non mi sbaglio);
- l'acquisto della Gioconda (che valorizzate molto meno di quanto meriterebbe perché avete sempre quel maledetto difetto-pregio dello sciovinismo - sempre meglio, d'altronde del nostro innato disfattismo), fortunato, ma onesto, a differenza di altre cosette e cosucce che ci avete sgraffignato impunemente qua e là ;
- ed ora, con tutta tranquillità, mentre noi pensiamo alle prebende, alle puttane, agli appalti con vista Colosseo, ai privilegi e all'immunità dei c.d. Potenti, piano piano vi state impossessando del nostro sistema bancario, della nostra grande distribuzione, ed ancora ce n'è.

Cari cuginetti diciamocela tutta "se gli Italiani non ci fossero, si sarebbe dovuto inventarli".
Questo dovreste scrivere sui vostri gonfaloni, altro che Liberté, Egalité e compagnia bella.
Au revoir

IL GIORNALISMO E LA BUONA CUCINA

Vai su www.poesiaedintorni.it - sezione AUTORI - cerca comeicinesi - lì troverai recensione di ALBERTO LIGUORO dove è illustrato anche il progetto "La mia isola" rassegna di antologie poetiche con serate letterarie ed eventi artistici nell'isola di Ischia, a cura di Roberta Panizza e Bruno Mancini.

PERCHE' DICO QUESTO?

Perché è assolutamente naturale che un giornalista,con il morbo e la febbre di dire la sua, scriva anche romanzi, poesie, novelle.
E' come per uno chef, che ami il proprio lavoro, cimentarsi nell'invenzione di pregevoli novità culinarie.

Credetemi ambedue non ne possono fare a meno.

martedì 4 maggio 2010

SCAJOLOPOLI NON SCOPPIERA' C....!!

Scusate tanto ma...
se io trovo una casa da acquistare che è un vero affare e me la compro;

se quello che me la vende me la dà perché gli sto simpatico a quanto ne so, invece (sempre simpatico gli sto però non ci vuole perdere molto) si fa dare la differenza del prezzo da un'altra persona alla quale pure simpatico sto;

se sto simpatico ad un mucchio di gente tra cui, oltre a quello che mi ha venduto la casa, che lo so (ma pensavo che la sua simpatia arrivasse al punto tale da perderci sul prezzo della casa, invece quello il favore me lo ha fatto ma non ci perde, lo scoprirò poi), anche a quello che versa la differenza del prezzo senza dirlo a nessuno, tantomeno a me (lo scoprirò malauguratamente dopo, altrimenti mi sarei commosso, avrei pianto sulle spalle di questi simpatici benefattori, ma non avrei GIAMMAI accettato!);

se c'è di mezzo un notaio che non ne sa niente e certifica (se non ne sa niente lui che certifica, figurarsi io!);

se (mannaggia a me che non l'ho fatto! Mannaggia a me che non l'ho fatto!) volevo portami il mio e dico mio notaio appresso quando sono andato a fare l'atto (tutti si portano il "loro" notaio appresso quando vanno a fare un atto nello studio di un altro notaio), quello mi spiegava la rava e la fava, perché, lo riconosco, io a volte so' un po' 'ntronato (ma ci sono è, ci sono, non ci faccio. Rassicuro i miei fans);

se si sono realizzate tutte queste cose... più garantista di così! Più semplice, limpido e lineare di così!
In definitiva se sprizzo simpatia da tutti i pori... [del resto solo un gran simpaticone come me può permettersi un aereo privato di linea. Dice: ma che esistono gli aerei privati di linea? Sì ma solo per i gran simpaticoni come me e siccome in giro non ce n'è nessuno... lo sanno bene i cittadini del mio paesello che, fin quando ci sono stato io facevano più presto ad andare a Roma che a prendere il caffé al bar di fronte. E ora? Quando mi vedono piangono. Ma io che ci posso fare concittadini miei! Qua si continua a dire "l'acqua è poca e la papera non galleggia, l'acqua è poca e la papera non galleggia" - nel caso nostro "la benzina è poca e Pantalone (quell'Arpagone, in fondo, del contribuente) nicchia a sganciare" - Che ci posso fare?]... sì se sprizzo simpatia da tutti i pori, che cosa ci posso fare?

La magistratura che vuole! C'è libertà di mercato in Italia sì o no? Non è questo clima da caccia alle streghe?

Altro che un buon avvocato! Qui ci vuole un bagno di pulizia morale contro i "soliti" magistrati comunisti! Ma io spero che a questo punto capiscano e archivino tutto.

A nessun cittadino può accadere questo e per sovrapprezzo essere costretto a dimettersi pure dalle sue cariche pubbliche (si assuma qualcun altro ad interim i miei incarichi; d'altronde se una cosa si può fare ad interim, so' soldi sprecati farla fare ad un altro. Ce se poteva pensa' pure prima - scusate...bazzicando Roma m'è venuta la parlata) per spirito di servizio, obbedienza all'idea e amore per la Patria! W la Democrazia! W la Libertà! W l'Italia!

lunedì 3 maggio 2010

LA RAGIONE E LA FEDE

Sempre della VITA parliamo.
La Ragione da sola non può spiegare tutto. Questo è pacifico.
Fior di scienziati, astronomi ecc. hanno avuto ragione per anni, o addirittura per secoli, e poi si è scoperto che avevano torto.
Nella Fede, invece,le questioni non si risolvono in termini di "ragione" o "torto", ma nell'intreccio dei termini storici e metafisici dell'eterno divenire umano.
La Fede annulla i tempi e gli spazi.
Si guarda pur sempre allo stesso argomento, la vita, da un angolo di visuale diverso [quante volte si è sentito dire "tu hai fede (credi) in Dio, io invece ho fede (credo) nella Ragione" o viceversa?].
Ora, con gli occhi della fede, secondo me - ma lo dico con profonda umiltà e consapevolezza della mia capacità assolutamente ordinaria, mi rifaccio a menti eccelse ed illuminate, come ad esempio il Dalai Lama, al di fuori dei fanatismi e dell'ottusa ingoranza che imperversano da sempre, e sempre hanno avvelenato e devastato l'Umanità - tutte le religioni, le correnti di pensiero, le filosofie di tutti i tempi e di tutte le latitudini portano rivoli d'acqua ad un unico catino e qui si intravede, si immagina, si spera, si ipotizza,l'essenza della Divinità.

domenica 25 aprile 2010

CHI

Dice che ci sono religioni aggressive e violente e religioni buone e pie.
Dice che noi cristiani apparteniamo a quelle buone e pie.
Allora
CHI
- ha messo al rogo le streghe
- ha bruciato gli occhi a Galileo
- ha commesso il genocidio di intere nazioni indiane in Sud America
- ha annientato le millenarie civiltà dei Maya, degli Aztechi e degli Incas
- ha raso al suolo tutti gli antichi templi romani e greci, sublimi opere di ingegneria ed arte
- ha dato alle fiamme la biblioteca di Alessandria, summa della cultura e della storia di tutti i tempi
- ha posto in essere il più imponente atto di vandalismo, a tutt'oggi, martellando piselli e pisellini delle antiche statue
- ha castrato centinaia di ragazzetti per farli diventare "farinelli"
- ha permesso l'irrefrenabile dilagare della pedofilia nei confronti dei fedeli
- et cetera et cetera?

Se noi, buoni e pii no... qui bisogna riaprire le indagini.
Qualcuno sarà stato!

sabato 24 aprile 2010

PERMETTETE UN PENSIERO POETICO

"E' stato un atto d'amore" l'ha detto in TV nel corso dello scapigliato e spregiudicato salotto di Bruno, il prode Ignazio con la voce rotta dal pianto.
Morirono le madri di Silvio e Gianfranco (nobili eventi, molto più toccanti per i figli data la raffinatezza dei loro sentimenti; mica una qualunque vajassata come il pedestre decesso della vaga mamma di un qualsiasi pincopallo) e nei cuoricini affranti dei loro pargoli scoccò la scintilla.
Fu così che nacque il Partito della Libertà, il partito del Cuore e del Popolo (anche se quest'ultimo non ne sapeva niente. Ma non perdiamoci in defatiganti e infinitesimali dettagli!).
Ed ora?
Le due signore dall'al di là, dal Paradiso delle anime nobili, quel Paradiso chic ma fragile, dove è facile che scorrino lacrime, guardano accorate i loro rampolli litigare e pregano per loro, perché si riappacifichino, si vogliano bene, vinca infine l'amore tra loro - anche se i boscimani della confinante rude contea dell'Umbertiade spaccano, spaccano di brutto tutto, robusti ceppi, marroni e quant'altro, quindi anche il tenue filo che ancora unisce i due. Ma si prega e si spera che più forte sarà l'amore, anzi l'amour, vista l'aristocratica eleganza del contesto.
E così come pregano e piangono, piangono tutti, gli amici, i parenti, i funzionari di partito, i fans, i portaborse e guardaspalle, gli eletti e gli eleggibili.
Più di tutti, però, piangono gli elettori, o meglio, più in generale gli Italiani piangono, piangono... da quando piangono... e per quanto ancora? Mah... d'altronde che altro potrebbero fare?
Ma due anime libere, anime democratiche appartenenti al popolo, in un abbaino sotto la luna, fottono. Non è forse questo amore? O più di ogni altra cosa amore?
Anche sui loro volti, tuttavia, scivolano lacrime per la storia di cui sopra che hanno sentito da un televisore indifferentemente rimasto acceso in un angolo; non hanno potuto fare a meno di ascoltare e commuoversi.
Questi sì sono italiani che piangono e fottono.
THE END

venerdì 23 aprile 2010

VITE PARALLELE

Silvio = LEONE X

Gianfranco = Martin Lutero [rettifico (30.4.2010): Quaquara Qua]

e...

Pier Luigi? = Erasmo da Rotterdam

[E... visto che so' saltati tutti i parametri e gli schemi, ulteriore rettifica:
Tonino = Richelieu
Umberto = Vercingetorige
Italo (quello della Grappa) = Alfred Dreyfus]

AND SO FORTH

sabato 17 aprile 2010

DIO LO VUOLE!

Frase abusata come dikat. Odiosa in questo senso e fonte di innominabili nefandezze.
Ma... io credo fermamente che non bisogna aver paura delle parole; è l'uso che se ne fa che può, talora, far paura.
Ho scritto una volta (www.literary.it) un pezzo che si intitolava "cosa nostra" e si riferiva a come fosse "cosa nostra" la nostra storia, le antiche vestigia, i borghi medioevali, i racconti, le leggende e così via; motivo di grande onore per noi italiani, in contrapposizione alla "cosa nostra" che si è affermata nella dizione consueta della pubblicistica, che è motivo di grande vergogna.
Niente paura. Ci sono troppi Padreterni in giro perché mi avventuri in un proclama, col rischio di ricavarci tormenti infernali.
Provo, allora, a farne un uso anomalo: Non è che una mia opinione.
DIO VUOLE che io ci creda, a modo mio; che ciascuno, a modo suo, ci creda o non ci creda; che i cattolici rigorosamente osservanti, in linea generale, credano in modo fermo nella S.S. Trinità e gli altri Cristiani secondo le varie peculiarità;
VUOLE che il mio amico Ibrahim creda in Allah; che il nostro comune amico Samuele creda in E-lion; che il mio amico Kalim creda nella Trimurti; che suo cugino Kim onori Buddha come unico, vero maestro della Divinità, e l'altra cugina Irina sia devota discepola del venerabile Dalai Lama; che un amico nativo del continente australiano creda negli spiriti dei deserti e delle foreste, e Occhio che Ride, un altro amico nativo del continente americano creda in Manitou, così come altri parenti e amici del circolo polare nel Grande Spirito del mare;
VUOLE che Wong, ricercatore, creda esclusivamente nell'infallibilità della scienza, come suo cugino Andy, astrologo, nei quattro elementi, e il comune amico Giacomo, filologo, sia puramente e semplicemente ateo;
VUOLE che l'amico Carlo creda nella evoluzione storica della società, mentre sua moglie Astrid, solo nella Ragione e il giardiniere Will... ah quello crede solo nel sesso. Ha sempre voluto questo ed ogni altra fede, degli avi, dei pagani, dei maghi, degli Dei nordici e mediterranei, forse degli alieni.
TUTTO IL RESTO è opera sciagurata (più spesso) o meritoria (meno spesso) dell'Umanità.
DIO creatore di tutte le cose, lo è anche delle imperfezioni, del male e di quanto di più sublime ci sia al Mondo: il libero arbitrio dell'Umanità.
Quest'ultima quindi, è grazie a lui miserabile, inaffidabile, eppure grazie a lui pensa.
Tutto quindi scorre, opera dell'Umanità e della volontà di Dio.
Non si spiegherebbe viceversa, e mai sarà possibile spiegarsi l'esistenza stessa del Mondo.

mercoledì 7 aprile 2010

Caso ELISA CLAPS il punto di congiunzione della Terra col Cielo

Nel sottotetto della Chiesa della Santissima Trinità di Potenza, riposava un Angelo da non disturbare, come, da molti anni, tutti sapevano e... con questo ambiguo, cupo sentimento... tacevano, si segnavano e pregavano.

lunedì 5 aprile 2010

AMO LA RELIGIONE MA DETESTO I PRETI...

... sia i cattocomunisti, ambigui, che i clericalfasciti, oppressivi... e più si risale peggio è... vescovi, arcivescovi, cardinali... e via ascendendo.
Il guaio è che mai come ora, in contrapposizione con tutti i Paesi moderni, hanno comandato i preti in Italia, neanche ai tempi del "vero" Fascismo. E questa non è buona cosa - non lo è affatto - signori miei.
E' pur vero che il potere sacerdotale vacilla, nel suo complesso, ma attenzione, è sempre stato molto tenace e resistente fin dall'antichità, fin dai tempi degli antichi Egizi, quindi MAI cantare vittoria.
Attenti genitori ai bambini che mandate al catechismo! Dilaga la pedofilia nel prelato.
Al minimo segno, ad ogni piccola cosa, denunziate! Denunziate! ma alla Magistratura e all'opinione pubblica, non al superiore gerarchico, mi raccomando.
Almeno... io così farei. Non indulgete, per vostra comodità, ad un eccessivo affidamento non controllato, esagerando anche nella tempistica; troppo presenzialismo guasta. Non crediate che la sacralità del sito possa essere un succedaneo all'attenzione genitoriale.
E diffidate, diffidate nel modo più assoluto dell'oratorio! Mai andare all'oratorio. Nella scuola si studia, in palestra si fa sport, al conservatorio si suona, in oratorio che si fa? Si cazzeggia dalla mattina alla sera. Pensateci! Avete mai sentito di qualche buon musicista, atleta di qualità, affermato regista o attore, artista di talento, grande scienziato, intellettuale importante che sia venuto fuori dall'oratorio?

domenica 4 aprile 2010

SIAMO ANCORA NELLA PREISTORIA

Quando l'Uomo realizzerà onestamente e sinceramente che ha bisogno di pensare, ha bisogno di avere e coltivare idee e quindi credere in qualcosa e non credere in altre cose, e che non ha affatto bisogno di preti, muezzin, santoni, padri della Patria ecc. ferma restando per ciascun individuo la libertà delle proprie scelte (il che è anche un enorme salto culturale) quello sarà l'uomo EVOLUTO, più vicino a Dio di quanto non sia mai stato.
Oggi siamo nella PREISTORIA.

giovedì 1 aprile 2010

EPITAFFIO

Buongiorno a tutti.
Apprendo dal primo notiziario di Tele SONO'HORA un evento troppo importante perché possa continuare nel tacito anno sabbatico che mi ero preso dall'aggiornare più o meno quotidianamente il mio blog.
Quindi lo interrompo sine die per scrivere questo EPITAFFIO a caldo, anche se l’uomo è freddo.

IL DIVO NON E' PIU' tenebroso e ingobbito per il carico dei secoli e degli armadi intasati di scheletri, quello di una volta. Oggi, l'inguaribile vanità gli costerà forse un pedaggio sul ponte che attraversa le fiamme degli Inferi, ma EGLI anche a questo sopravviverà in spirito proprio grazie allo SPIRITO al quale lascia il posto.

All'alba di oggi I aprile 2010 (pur beffarda la data) il grande Giulio, il Giulio nazionale se ne è andato.
Improvvisamente, quando meno te lo aspettavi, il decesso.
Senza fare minimamente storie per l'imprevedibile ed inatteso evento, smentendo così detrattori, scettici e menagramo, che immaginavano rivendicazioni di prematurità della scomparsa,e già irridevano, stolti, ci ha lasciato per dove? Nessuno lo sa, così come nessuno ha mai saputo nulla di Lui.
Solo che, come prima sereno nel calore che più calore non si può dell’incredibile sua carriera di play boy a 5 anni, onorevole ad 8, Ministro a 10, Number One della Roma del popolo, Pari di quella dei Papi, Massimo di quella dei Cesari, a 12 anni e via ascendendo in un irripetibile cursus honorum, uguale è oggi, che spento, non ci guarda ma ci guarda; quel calore incandescente dell’entità astratta prima che del concreto politico che non "E'" più, ma "ERA" l'uomo dal giovanile ghigno, e così rimarrà per sempre immortalato.

Che cosa pensare di chi se ne è andato senza dire né "a" nè "ba"? Beh non è mai stato di molte parole. Niente parole ma fatti, in là, era il suo motto.

Intere generazioni sono morte prima di lui, ma EGLI continuerà a vivere nei cuori e nelle menti delle future generazioni, nonché nei piedi, guidandone i passi.
Un Andreotti ci lascia, ma un altro eterno... più di quello di prima ne prende il posto.
Amen! Si grida da ogni parte.

Al triste annuncio della scomparsa, tuttavia prematura e poi… proprio alla vigilia di Pasqua! E che M…! (Scusate ma quando ce vo’ ce vo’), l'allegra combriccola del bar degli AMICI di GIULIO, in questo caso sconvolti, affranti, distrutti, costernati, hanno preso a strapparsi i capelli dal dolore, a sacramentare come non mai e a ricordare la sua generosità e avvenenza e come salmodiava di brutto dalla mattina alla sera.
I familiari increduli, se lo vedono vivo (anche se sempre incredibilmente un po’ assente) davanti agli occhi.
Chi temeva di scomparire dalla faccia della Terra prima di lui, tira un sospiro di sollievo, pur sospettoso e diffidente. Ma lasciamo perdere… miserie!
C’è poco da dire, chi lo amava non lo dimenticherà mai. E chi non lo amava? Figuriamoci! Di più, di più, sempre di più.

Come dicevo la notizia è troppo importante. Chiunque ne venga a conoscenza è pregato di divulgarla senza meno e senza freno.

Le esequie (ovviamente) al Pantheon, dove riposerà (Lui infaticabile, probabilmente non riposerà neanche qui) tra Raffaello Sanzio e Vittorio Emanuele II.
Si raccomanda: Fiori non opere di bene.

domenica 14 febbraio 2010

'A SCUPERTA 'E LL'ACQUA CALDA

I rimorsi, i rimpianti... non contano. Prendiamo l'olocausto degli ebrei, come l'Umanità intera si è arrovellata, e ancora si arrovella l'anima nel terrore e nell'incubo di quella vergogna immensa e profonda, eppure... non ha insegnato niente. Le cose sono peggiorate, episodi cronologicamente successivi lo dimostrano abbondantemente. E i "miglioramenti" tecnologici? Quanto benessere hanno portato e quanto irreversibile e letale inquinamento hanno prodotto? E il c.d. allungamento della vita nel Mondo (occidentale o assimilato)... quanto costa in termini di sacrificio di altre vite? Per ogni Italiano, Scozzese, Canadese che vive di più quanti sud americani, africani, indonesiani muoiono giovani o bambini?
Quel che avviene nella vita pubblica si riflette ed è il riflesso, in naturale simbiosi, di quel che avviene nella vita privata. Il fatto è che... alla fine tutto nella vita terrena è inutile.