Rumore di passi nei giardini imperiali.

E' l'ultimo libro pubblicato da Alberto Liguoro
Genere: Fantascienza

"..in un tempo indefinito e in luoghi indefiniti, in una nuova dimensione al di fuori del tempo e dello spazio, alcuni uomini e donne vivono una nuova Odissea."


mercoledì 15 settembre 2010

A PROPOSITO DI LIBERTA' DI STAMPA

Le Jene 15 settembre 2010
Ma ce le devono dire loro certe cose? Dove sono, di che cosa si occupano i bravi giornalisti italiani?

Ma l'avete visto l'esercito americano in Iraq? I soldati non sapevano neanche dove erano e che cosa ci stavano a fare, ma avevano comode poltrone in pelle dove attendere gli ordini e divani da Dio per riposarsi e giocare tra loro, postazioni internet alla grande, palestre che manco la meglio fitness da noi, una biblioteca da Vaticano, psicologi ed esperti per ogni loro problema, e strade, muri in prefabbricati di cemento armato, città vere e proprie; tutto trasudava potenza, ricchezza fuori misura e organizzazione, decisione e chiarezza di obiettivi. I morti rientrano nel concetto.
Anche i militari italiani non sanno dove si trovano e che cosa ci stanno a fare, ma hanno quattro tende da poveracci e si trascinano indecisi e contrariati, senza motivazioni e convinzioni di intenti. Qui i morti sono morti veri.
Mi chiedo: quale anello mancante ha deciso di imbarcarci in questa impresa assurda, lo scimmiottamento degli alieni, di abitanti di un altro pianeta per noi irraggiungibile? Certo qualche irresponsabile sciocco ed arrogante (come tutti gli sciocchi) e anche un po' mariuolo, secondo me.
Laddove ci sarebbero tante altre cose da fare per valorizzare le enormi potenzialità italiane, che sono di questo pianeta, ma se ben trattate, farebbero, giustamente, pensare agli alieni che siamo noi su un pianeta per loro irraggiungibile.
Ma che ci vuoi fare... questa è l'Italia oggi (come in passato, del resto). Chi sa se ad un certo punto potremo ben sperare per il futuro.

Ma li avete visti gli stramiliardari in Costa Smeralda che si lamentavano della crisi perché "psicologicamente" si sentivano poveri e trovavano riscontro nell'aver speso appena 36.000 euro di champagne in una serata contro i 50.000 di altri tempi?

W le Jene?
Ma voi che dovreste dirci qualcosa, voi strapagati e inciuciati grandi giornalisti italiani, dove siete? Di che cosa vi state occupando?
Gradite risposte serie e costruttive.

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