QUIZ
E' più piacione Berlusconi o Formigoni?
In palio I° PREMIO una cena a lume di candela con Calderoli.
II° PREMIO con Borghezio.
LE RISPOSTE in "commenti" entro oggi.
Estrazione in serata.
venerdì 23 dicembre 2011
venerdì 5 agosto 2011
SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE
Sono uno di quegli uomini per i quali il prete sull’altare, dopo la gloria a Dio nell’alto dei Cieli, invoca la pace su questa Terra, la mia casa è il Mondo, sostengo, con John Keats che la poesia è l’unica forma d’arte che non si può insegnare, essa sgorga dall’anima, come le foglie e i rami dall’albero, con Bertolt Brecht che “tutte le arti contribuiscono all’arte più grande di tutte: quella di vivere”. Ma quest’opera d’arte, quasi mai riesce come dovrebbe; è l’imperfezione la vera opera d’arte?
Grazie alla guida di questi ed altri Grandi Maestri, approdo ad un’altra convinzione: la poesia, come il respiro, è la vita, il dono che Dio o la Natura ha elargito a tutti gli esseri viventi, forse all’intero Universo. Non è forse poesia la fedeltà di un cane che si lancia nelle fiamme per aiutare il proprio amico uomo? E l’armonia dei colori autunnali nei boschi? E l’alba, il tramonto, tra i monti o oltre l’infinito respiro del mare, o il cielo stellato? E nell’uomo anche il più piccolo e infinitesimale, semmai isolato, imprevedibile, sconosciuto atto d’amore?
Tutto questo, peraltro, è fragile ed esposto a facile distruzione, ma il più bravo di tutti in questa funesta opera chi è? Proprio colui che, nei grandi libri della saggezza, è definito ad immagine e somiglianza del Creatore.
Così il cerchio si chiude?
www.literary.it/
www.anlilucl.blogspot.com/
www.literary-algor.blogspot.com/
www.facebook.com/
Modi (moderni) di navigare, anche questi per sfuggire al “viver come bruti”, per il che non fummo fatti.
E QUI MI SVEGLIO
A tutti un caloroso arrivederci alle prossime avventure.
Grazie alla guida di questi ed altri Grandi Maestri, approdo ad un’altra convinzione: la poesia, come il respiro, è la vita, il dono che Dio o la Natura ha elargito a tutti gli esseri viventi, forse all’intero Universo. Non è forse poesia la fedeltà di un cane che si lancia nelle fiamme per aiutare il proprio amico uomo? E l’armonia dei colori autunnali nei boschi? E l’alba, il tramonto, tra i monti o oltre l’infinito respiro del mare, o il cielo stellato? E nell’uomo anche il più piccolo e infinitesimale, semmai isolato, imprevedibile, sconosciuto atto d’amore?
Tutto questo, peraltro, è fragile ed esposto a facile distruzione, ma il più bravo di tutti in questa funesta opera chi è? Proprio colui che, nei grandi libri della saggezza, è definito ad immagine e somiglianza del Creatore.
Così il cerchio si chiude?
www.literary.it/
www.anlilucl.blogspot.com/
www.literary-algor.blogspot.com/
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Modi (moderni) di navigare, anche questi per sfuggire al “viver come bruti”, per il che non fummo fatti.
E QUI MI SVEGLIO
A tutti un caloroso arrivederci alle prossime avventure.
mercoledì 3 agosto 2011
INCREDIBILE MA VERO (appendice alle COMICHE semi FINALI)
Non ho fatto in tempo a mettere a punto la stesura definitiva delle COMICHE FINALI, che questi ti buttano fuori altre due perle che… ci vorrebbe Massimo Troisi qua.
Oggi 3 agosto alle ore 15 si ferma l’Italia perché il Premier parla in Parlamento. Dirà 4 inutili stroppole, già si sa, tant’è vero che domani i Parlamentari cmq se ne vanno in ferie, come se avesse parlato l’ultimo fesso del villaggio.
E quando tornano dalle ferie (borsa o non borsa, crisi economica, politica, sociale e quant’altro dovesse esplodere o non esplodere –ma sì! Chissenefrega!) i signori Onorevoli?
Ai primi di Settembre? Manco per idea! Il 12 Settembre (sempre che tornano, o possono tornare; sempre che il loro scranno in Parlamento ci sia ancora)!
E perché?
Perché la maggior parte di loro, CON I NOSTRI SOLDI (risparmiati non andando in ferie quest’anno, non mandando i bambini in vacanza, non aggiustando gli elettrodomestici, ecc. ecc.) se ne vanno IN PELLEGRINAGGIO IN TERRA SANTA, da cui tornerebbero (a Dio piacendo) appunto per quella data.
DOMANDA: E’ per andare a sciogliere un voto, per grazia ricevuta, giacché si ritrovano ai vertici del Paese, loro che sarebbero stati deputati sì, ma a servire ai tavoli in pizzeria, guardare le macchine nei parcheggi, pulire i treni alle stazioni ed altri (peraltro nobili) lavori di questo genere?
Oppure per chiedere la grazia di non essere defenestrati in malo modo, ma avere la possibilità di mantenere il gruzzoletto sgraffignato dalle tasche degli Italiani?
Lo riconosco è la classica domanda da 1 milione di $.
Allora… non ci resta che piangere, o le vie del Signore sono finite?
Oggi 3 agosto alle ore 15 si ferma l’Italia perché il Premier parla in Parlamento. Dirà 4 inutili stroppole, già si sa, tant’è vero che domani i Parlamentari cmq se ne vanno in ferie, come se avesse parlato l’ultimo fesso del villaggio.
E quando tornano dalle ferie (borsa o non borsa, crisi economica, politica, sociale e quant’altro dovesse esplodere o non esplodere –ma sì! Chissenefrega!) i signori Onorevoli?
Ai primi di Settembre? Manco per idea! Il 12 Settembre (sempre che tornano, o possono tornare; sempre che il loro scranno in Parlamento ci sia ancora)!
E perché?
Perché la maggior parte di loro, CON I NOSTRI SOLDI (risparmiati non andando in ferie quest’anno, non mandando i bambini in vacanza, non aggiustando gli elettrodomestici, ecc. ecc.) se ne vanno IN PELLEGRINAGGIO IN TERRA SANTA, da cui tornerebbero (a Dio piacendo) appunto per quella data.
DOMANDA: E’ per andare a sciogliere un voto, per grazia ricevuta, giacché si ritrovano ai vertici del Paese, loro che sarebbero stati deputati sì, ma a servire ai tavoli in pizzeria, guardare le macchine nei parcheggi, pulire i treni alle stazioni ed altri (peraltro nobili) lavori di questo genere?
Oppure per chiedere la grazia di non essere defenestrati in malo modo, ma avere la possibilità di mantenere il gruzzoletto sgraffignato dalle tasche degli Italiani?
Lo riconosco è la classica domanda da 1 milione di $.
Allora… non ci resta che piangere, o le vie del Signore sono finite?
domenica 31 luglio 2011
LE COMICHE FINALI? Forse. Ma ci conviene?
Ormai la realtà supera di gran lunga la fantasia di comici e vignettisti:
il Ministro delle Finanze è “pedinato” dalla Guardia di Finanza, allora fa un’interpellanza a se stesso e si risponde che ha piena fiducia nella Guardia di Finanza [quindi andava giustamente pedinato, infatti effettuava pagamenti in nero (trattandosi di "cose tra privati" - così si dice alla Bocconi?) proprio lui il fustigatore del "nero"!];
un frequentatore di favelas brasiliane scrive un libro lottando strenuamente con grammatica e sintassi, ed è subito best seller, forse Nobel! Grazie al Premier;
i giudici sono in vigile attesa di uno sbarco USA che ponga fine alla loro dittatura comunista estremista extraparlamentare, Obama… nicchia (ci ha il debito pubblico addosso ora - tutte le fortune 'sti bolscevichetti da strapazzo!);
il possesso di 6 stazioni televisive su 7 non è sufficiente a sventare l’attacco e la disinformazione dei giornalisti ultrà della sinistra estrema extraparlamentare, neanche attraverso minacce e paraculaggine del garante dell’informazione! Un vera tarantella mediatica (Santoro docet, bloccato solo attraverso un mix di blandizie e ricatti);
si vendono case al Colosseo a 3.000 € a mq.;
un “cretino” di un metro e 20 sposa una stangona da un metro e 90;
il “caso Milanese” rinviato a settembre, quando tutti i pericoli di fuga all’estero, inquinamento delle prove, reiterazione dei reati avranno avuto un mese e ½ di operatività e quindi sarà proprio inutile procedere all’arresto (a quel punto sarei il primo a dire: “NO”);
i nostri Governanti, in grandissima parte imputati di reati gravissimi, chi non lo è è minusvalente (agli Enti locali solo criminalità organizzata), si guardano bene dal dimettersi da qualsiasi carica o roccaforte di potere;
neanche dei fantasmi ci si può più fidare, notoriamente innocui (Oscar Wilde docet), recentemente uno, evidentemente cellula "impazzita" di fantasmopoli ha fatto un attentato al direttore di un giornale di nessuna rilevanza mediatica;
tempo di crisi? Si taglia tutto, tranne i privilegi dei politici;
il Presidente del Consiglio fa bunga bunga con una nipotina minorenne di Mubarak, senza neanche avvisarlo, almeno;
i voti in Parlamento si comprano come le mele al mercato (nelle elezioni normali, all’ingrosso come ai mercati generali);
con meno della metà dell’apparato statale e periferico italiano, vanno avanti Cina, America e forse Francia e Germania messe insieme;
tutti gli uomini del Presidente, uno dietro l’altro, via via lo abbandonano, ma lui ostenta un sorrisone a trentadue denti, e proclama. “il Governo è compatto e coeso” lo ripete come un ritornello ebete, ad ogni sgancio di soldi per raggiungere la maggioranza;
una trota (anche se maschio, sempre “la” trota è, non “il” trota, come gli infami detrattori lo definiscono) è Consigliere Regionale, gomito a gomito con l’igienista- shampista (femminissima questa e pure linguista) del Premier;
un tizio apre 3 Ministeri a Monza, come se fossero tavole calde, ‘mo va in franchising e ne apre pure uno a Bologna;
una grandissima fetta delle Forze dell’Ordine pubblico è dedicata alle scorte, alle guardianie, ad andare a prendere i pargoli a scuola e ad organizzare tornei di burraco;
inizieranno i lavori per il Ponte sullo Stretto a dicembre, ma per pigrizia burocratica non ci hanno ancora comunicato di quale anno; così come il Treno ad Alta Velocità Torino – Lione sarà inaugurato a marzo, ma non sappiamo di quale anno; la Salerno-Reggio Calabria sta compiendo passi da gigante, in prossimità del 50nario della sua inaugurazione è addirittura possibile abbandonare i cani d'estate, perché non riescono più a raggiungere le auto dei loro padroni che si allontanano. Per festeggiare, quest'anno boom degli abbandoni;
un segretario di partito eletto per acclamazione, quindi senza uno straccio di dibattito (come avviene nelle tribù della Papuasia), la prima cosa (ma proprio la prima) che ha detto: “dobbiamo essere onesti, perché finora non sempre lo siamo stati”. Grande coraggio e grande mancanza di “scuorno”, bisogna riconoscerlo (oltre che grande senso dell’umorismo);
abbiamo un Ministro della Pubblica Istruzione che fa il tifo per pubblica ignoranza, più comoda da gestire;
un Ministro dell’Interno, tutore per definizione dell’Ordine Pubblico (tant’è che tutela attentamente tutte le numerose ville del Gran Capo), fa il tifo per il Pubblico Disordine (tranne quando c’è da picchiare inermi cittadini), vedi: secessione padana, v. benevolenza verso lo sfruttamento della prostituzione minorile da parte dei VIP;
e intanto del futuro assetto dello Stato Italiano chi sta tessendo le trame? I partiti, i movimenti, le associazioni, gli studenti, gli industriali, i sindacati? Manco per idea!
La Conferenza Episcopale Italiana, capitanata dal Gran Sacerdote supervescovo; antibestemmiatori per eccellenza, questi, che, a loro volta, fanno il tifo (almeno sulla carta) per la bestemmia nel “contesto” barzellettiere;
il Capo dello Stato, colto da demenza senile, decide di giocare alla guerra, come faceva da piccolo con i soldatini di piombo, stavolta, però, con quelli veri in Libia e il Premier che fa? Gli tiene bordone (alla fin fine tra di loro si aiutano sempre);
e c’è il processo “lungo” visto il flop di quello “breve”, e la (tentata) patacca della legge frode in danno ai creditori, e via folleggiando.
A ‘sto punto, dico io, perché non continuare su questa strada? Siamo, praticamente, al punto di non ritorno; fare retromarcia sarebbe estremamente oneroso e probabilmente inutile. Perseverando così, invece, presto saremo un Paese unico al Mondo e, come tale, attireremo un’enormità di turismo. C’è il turismo archeologico, il turismo storico, etnico, naturalista, ahimé sessuale, il nostro sarà il turismo dell’eutanasia e delle grandi sghignazzate.
VENITE IN ITALIA, RIDERETE A CREPAPELLE O CREPERETE DAL RIDERE
Però che impatto sul PIL!
il Ministro delle Finanze è “pedinato” dalla Guardia di Finanza, allora fa un’interpellanza a se stesso e si risponde che ha piena fiducia nella Guardia di Finanza [quindi andava giustamente pedinato, infatti effettuava pagamenti in nero (trattandosi di "cose tra privati" - così si dice alla Bocconi?) proprio lui il fustigatore del "nero"!];
un frequentatore di favelas brasiliane scrive un libro lottando strenuamente con grammatica e sintassi, ed è subito best seller, forse Nobel! Grazie al Premier;
i giudici sono in vigile attesa di uno sbarco USA che ponga fine alla loro dittatura comunista estremista extraparlamentare, Obama… nicchia (ci ha il debito pubblico addosso ora - tutte le fortune 'sti bolscevichetti da strapazzo!);
il possesso di 6 stazioni televisive su 7 non è sufficiente a sventare l’attacco e la disinformazione dei giornalisti ultrà della sinistra estrema extraparlamentare, neanche attraverso minacce e paraculaggine del garante dell’informazione! Un vera tarantella mediatica (Santoro docet, bloccato solo attraverso un mix di blandizie e ricatti);
si vendono case al Colosseo a 3.000 € a mq.;
un “cretino” di un metro e 20 sposa una stangona da un metro e 90;
il “caso Milanese” rinviato a settembre, quando tutti i pericoli di fuga all’estero, inquinamento delle prove, reiterazione dei reati avranno avuto un mese e ½ di operatività e quindi sarà proprio inutile procedere all’arresto (a quel punto sarei il primo a dire: “NO”);
i nostri Governanti, in grandissima parte imputati di reati gravissimi, chi non lo è è minusvalente (agli Enti locali solo criminalità organizzata), si guardano bene dal dimettersi da qualsiasi carica o roccaforte di potere;
neanche dei fantasmi ci si può più fidare, notoriamente innocui (Oscar Wilde docet), recentemente uno, evidentemente cellula "impazzita" di fantasmopoli ha fatto un attentato al direttore di un giornale di nessuna rilevanza mediatica;
tempo di crisi? Si taglia tutto, tranne i privilegi dei politici;
il Presidente del Consiglio fa bunga bunga con una nipotina minorenne di Mubarak, senza neanche avvisarlo, almeno;
i voti in Parlamento si comprano come le mele al mercato (nelle elezioni normali, all’ingrosso come ai mercati generali);
con meno della metà dell’apparato statale e periferico italiano, vanno avanti Cina, America e forse Francia e Germania messe insieme;
tutti gli uomini del Presidente, uno dietro l’altro, via via lo abbandonano, ma lui ostenta un sorrisone a trentadue denti, e proclama. “il Governo è compatto e coeso” lo ripete come un ritornello ebete, ad ogni sgancio di soldi per raggiungere la maggioranza;
una trota (anche se maschio, sempre “la” trota è, non “il” trota, come gli infami detrattori lo definiscono) è Consigliere Regionale, gomito a gomito con l’igienista- shampista (femminissima questa e pure linguista) del Premier;
un tizio apre 3 Ministeri a Monza, come se fossero tavole calde, ‘mo va in franchising e ne apre pure uno a Bologna;
una grandissima fetta delle Forze dell’Ordine pubblico è dedicata alle scorte, alle guardianie, ad andare a prendere i pargoli a scuola e ad organizzare tornei di burraco;
inizieranno i lavori per il Ponte sullo Stretto a dicembre, ma per pigrizia burocratica non ci hanno ancora comunicato di quale anno; così come il Treno ad Alta Velocità Torino – Lione sarà inaugurato a marzo, ma non sappiamo di quale anno; la Salerno-Reggio Calabria sta compiendo passi da gigante, in prossimità del 50nario della sua inaugurazione è addirittura possibile abbandonare i cani d'estate, perché non riescono più a raggiungere le auto dei loro padroni che si allontanano. Per festeggiare, quest'anno boom degli abbandoni;
un segretario di partito eletto per acclamazione, quindi senza uno straccio di dibattito (come avviene nelle tribù della Papuasia), la prima cosa (ma proprio la prima) che ha detto: “dobbiamo essere onesti, perché finora non sempre lo siamo stati”. Grande coraggio e grande mancanza di “scuorno”, bisogna riconoscerlo (oltre che grande senso dell’umorismo);
abbiamo un Ministro della Pubblica Istruzione che fa il tifo per pubblica ignoranza, più comoda da gestire;
un Ministro dell’Interno, tutore per definizione dell’Ordine Pubblico (tant’è che tutela attentamente tutte le numerose ville del Gran Capo), fa il tifo per il Pubblico Disordine (tranne quando c’è da picchiare inermi cittadini), vedi: secessione padana, v. benevolenza verso lo sfruttamento della prostituzione minorile da parte dei VIP;
e intanto del futuro assetto dello Stato Italiano chi sta tessendo le trame? I partiti, i movimenti, le associazioni, gli studenti, gli industriali, i sindacati? Manco per idea!
La Conferenza Episcopale Italiana, capitanata dal Gran Sacerdote supervescovo; antibestemmiatori per eccellenza, questi, che, a loro volta, fanno il tifo (almeno sulla carta) per la bestemmia nel “contesto” barzellettiere;
il Capo dello Stato, colto da demenza senile, decide di giocare alla guerra, come faceva da piccolo con i soldatini di piombo, stavolta, però, con quelli veri in Libia e il Premier che fa? Gli tiene bordone (alla fin fine tra di loro si aiutano sempre);
e c’è il processo “lungo” visto il flop di quello “breve”, e la (tentata) patacca della legge frode in danno ai creditori, e via folleggiando.
A ‘sto punto, dico io, perché non continuare su questa strada? Siamo, praticamente, al punto di non ritorno; fare retromarcia sarebbe estremamente oneroso e probabilmente inutile. Perseverando così, invece, presto saremo un Paese unico al Mondo e, come tale, attireremo un’enormità di turismo. C’è il turismo archeologico, il turismo storico, etnico, naturalista, ahimé sessuale, il nostro sarà il turismo dell’eutanasia e delle grandi sghignazzate.
VENITE IN ITALIA, RIDERETE A CREPAPELLE O CREPERETE DAL RIDERE
Però che impatto sul PIL!
mercoledì 15 giugno 2011
COMMIATO
Voglio fare come Santoro (sto scherzando eh!). Basta con la politica per un po’.
La battuta di Brunetta, ieri a La7 (mi pare), lo stanno lanciando ormai come una palla da bowling in tutti network (avendo gettato la spugna Ignazio paratutto, ormai esausto; anche gli Highlanders si stancano), che ad una signora che chiedeva come un giovane brillante e preparato, semmai laureato o diplomato, poteva trovare lavoro, rispondeva di andare a scaricare ortaggi ai mercati generali (se non avete pane mangiate brioches), ha fatto capire a tutti gli Italiani, in modo chiaro, netto, lampante e definitivo, quale sarà il futuro dei nostri figli e nipoti se continueremo a stare in mano a questo Governo. Quindi non occorrono altre parole.
Ma soprattutto è indice di una situazione diversa, non crea ma [unitamente ad altri fenomeni, v. le parole di Castelli sul canone RAI che non dovrebbe essere pagato da chi non gradisce alcune trasmissioni, le parole di Belpietro su Santoro che dovrebbe essere grato ai dirigenti della RAI per come è trattato, altrimenti non farebbe audience, di Briatore, ma soprattutto di Santanché – io ascoltavo non parlavo – circa i malanni del nostro premier, e di Sallusti circa l’anno horribilis dello stesso, tartassato dalle (sue stesse) televisioni; lasciando perdere Tremonti assediato in casa dai proprietari di SUV strombazzanti e incazzati, ed altre amenità. Non si finisce mai, qua, di scompisciarsi (come direbbe Totò), questo è il problema] manifesta delle metamorfosi in atto.
La politica, ormai non è più confronto, dialettica, polemica tra forze intellettuali e di massa, forze economiche e produttive, organizzazioni, mass-media ecc.; ora è, in modo palese e in tutta evidenza, come dire, una public action, la parola passa al popolo, all’interno del quale io mi riconosco, come molti altri, certo, si riconoscono, ma non è questione (non più) di scrivere un articolo su un giornale, partecipare ad un dibattito ecc. (certo continuano ad esserci queste cose, ma non hanno più molto senso ai fini politici, sono fini a se stesse, o di qualche valenza sociale più o meno spicciola, per chi ha piacere di esserci, sono diventate, per intenderci, tante “porta a porta”).
Ha più senso un concerto in piazza, come quello di Roberto Vecchioni a Milano, per dire, una manifestazione popolare, che so, per abrogare la ”porcellum”, o l’”ammazzaprocessi”, insomma tutto quello che direttamente, ed in modo esplicito, traduce in concreta partecipazione la volontà popolare.
In questi termini, in ogni caso, io ci sto, va da sé.
Inoltre è sotto gli occhi di tutti il passaggio dal fisico al metafisico, dal normale al trascendentale, basta vedere i volti attoniti (di bastonati e bastonatori – perdenti che fanno finta di niente e vincenti che non sanno che pesci pigliare) per capire che la questione sfugge, non è più quella che viene fuori dal piccolo schermo e dai titoli (titoloni, a volte, come direbbe Silvio) dei giornali.
E’ un fenomeno che si trasforma, che diventa, passo dopo passo, sistema.
Mi si perdoni l’impudenza, ma è come l’Ascensione di Nostro Signore, da poco celebrata, carne e spirito insieme, insondabile, eppure affascinante.
Dicevo, prima, di Santoro. Non è più importante che torni o non torni alla RAI. E’ importante, invece, per esempio, vedere se ci sarà possibilità, in linea di principio, di lavorare alla RAI per tutti, secondo le capacità e possibilità di ciascuno, compreso Santoro, senza raccomandazioni e ricatti e senza ordini di un giudice, con libera e convinta contrattazione.
Il discorso si sposta, come si vede. Allora più che parlare di politica, sarà forse il caso di parlare di Religione, che so, di Storia, della nostra storia, in particolare, di Cultura, di Arte, Teatro , nonché delle Scienze, dell'Economia (sfrondata da orpelli partitici), di Sport magari e, perché no, di Poesia.
La Poesia è l’abbraccio di tutti e di tutto, come l’amore, la libertà, la santità, la vita stessa.
E’ come il seme che cade sulla terra o sulle rocce, o sull’acqua. Ma soprattutto è una questione di interpretazione: vita, poesia, libertà, santità, amore… puoi esaltare, banalizzare, valorizzare o distruggere tutto.
E qui, ciclicamente, ancora una volta, tutti i discorsi sono aperti.
La battuta di Brunetta, ieri a La7 (mi pare), lo stanno lanciando ormai come una palla da bowling in tutti network (avendo gettato la spugna Ignazio paratutto, ormai esausto; anche gli Highlanders si stancano), che ad una signora che chiedeva come un giovane brillante e preparato, semmai laureato o diplomato, poteva trovare lavoro, rispondeva di andare a scaricare ortaggi ai mercati generali (se non avete pane mangiate brioches), ha fatto capire a tutti gli Italiani, in modo chiaro, netto, lampante e definitivo, quale sarà il futuro dei nostri figli e nipoti se continueremo a stare in mano a questo Governo. Quindi non occorrono altre parole.
Ma soprattutto è indice di una situazione diversa, non crea ma [unitamente ad altri fenomeni, v. le parole di Castelli sul canone RAI che non dovrebbe essere pagato da chi non gradisce alcune trasmissioni, le parole di Belpietro su Santoro che dovrebbe essere grato ai dirigenti della RAI per come è trattato, altrimenti non farebbe audience, di Briatore, ma soprattutto di Santanché – io ascoltavo non parlavo – circa i malanni del nostro premier, e di Sallusti circa l’anno horribilis dello stesso, tartassato dalle (sue stesse) televisioni; lasciando perdere Tremonti assediato in casa dai proprietari di SUV strombazzanti e incazzati, ed altre amenità. Non si finisce mai, qua, di scompisciarsi (come direbbe Totò), questo è il problema] manifesta delle metamorfosi in atto.
La politica, ormai non è più confronto, dialettica, polemica tra forze intellettuali e di massa, forze economiche e produttive, organizzazioni, mass-media ecc.; ora è, in modo palese e in tutta evidenza, come dire, una public action, la parola passa al popolo, all’interno del quale io mi riconosco, come molti altri, certo, si riconoscono, ma non è questione (non più) di scrivere un articolo su un giornale, partecipare ad un dibattito ecc. (certo continuano ad esserci queste cose, ma non hanno più molto senso ai fini politici, sono fini a se stesse, o di qualche valenza sociale più o meno spicciola, per chi ha piacere di esserci, sono diventate, per intenderci, tante “porta a porta”).
Ha più senso un concerto in piazza, come quello di Roberto Vecchioni a Milano, per dire, una manifestazione popolare, che so, per abrogare la ”porcellum”, o l’”ammazzaprocessi”, insomma tutto quello che direttamente, ed in modo esplicito, traduce in concreta partecipazione la volontà popolare.
In questi termini, in ogni caso, io ci sto, va da sé.
Inoltre è sotto gli occhi di tutti il passaggio dal fisico al metafisico, dal normale al trascendentale, basta vedere i volti attoniti (di bastonati e bastonatori – perdenti che fanno finta di niente e vincenti che non sanno che pesci pigliare) per capire che la questione sfugge, non è più quella che viene fuori dal piccolo schermo e dai titoli (titoloni, a volte, come direbbe Silvio) dei giornali.
E’ un fenomeno che si trasforma, che diventa, passo dopo passo, sistema.
Mi si perdoni l’impudenza, ma è come l’Ascensione di Nostro Signore, da poco celebrata, carne e spirito insieme, insondabile, eppure affascinante.
Dicevo, prima, di Santoro. Non è più importante che torni o non torni alla RAI. E’ importante, invece, per esempio, vedere se ci sarà possibilità, in linea di principio, di lavorare alla RAI per tutti, secondo le capacità e possibilità di ciascuno, compreso Santoro, senza raccomandazioni e ricatti e senza ordini di un giudice, con libera e convinta contrattazione.
Il discorso si sposta, come si vede. Allora più che parlare di politica, sarà forse il caso di parlare di Religione, che so, di Storia, della nostra storia, in particolare, di Cultura, di Arte, Teatro , nonché delle Scienze, dell'Economia (sfrondata da orpelli partitici), di Sport magari e, perché no, di Poesia.
La Poesia è l’abbraccio di tutti e di tutto, come l’amore, la libertà, la santità, la vita stessa.
E’ come il seme che cade sulla terra o sulle rocce, o sull’acqua. Ma soprattutto è una questione di interpretazione: vita, poesia, libertà, santità, amore… puoi esaltare, banalizzare, valorizzare o distruggere tutto.
E qui, ciclicamente, ancora una volta, tutti i discorsi sono aperti.
martedì 14 giugno 2011
COMUNICARE e INFORMARE
Sono concetti assolutamente diversi (v. www.goleminformazione.it ).
Comunicare = rendere partecipi gli altri delle cose che ci interessano, che potrebbero essere cose sublimi, così come delle gran cavolate.
Informare = riferire quello che avviene con più o meno aggiunte di commenti.
Ora il nostro Gran Comunicatore (ma non Informatore), non avrà fatto la fortuna degli Italiani, però, bisogna riconoscerlo, ha fatto la fortuna di un sacco di gente, che quindi, unitamente a famiglie, parenti, collaboratori e seguiti, apertamente o in modo occulto lo appoggia (almeno per ora).
Alcune puntualizzazioni: Una RAI che rinunzia a milioni e milioni di pubblicità, attraverso le defenestrazioni di un Santoro, un Fazio, una Dandini ecc. per compiacere il Premier, che Azienda pubblica è? Azienda, cioè da noi, in gran parte, finanziata; e così una RAI che, allo stesso scopo, sperpera milioni per trasmissioni flop, viaggi faraonici ecc.?
Qui però lui non c’entra, è la RAI che si immola, si dà in olocausto, interpretando i desideri e i gradimenti del princeps (che peraltro, il nostro, a gran voce, strombazza ai quattro venti ed urla anche al telefono a vassalli, valvassori e lacchè rintronati a ‘sto punto), come avveniva nel Medio Evo.
Non si può quindi, onestamente, sostenere che quando ha fatto la fortuna di qualcuno, è stato a discapito di qualcun altro.
Guardiamo i fatti: oltre che delle varie “Olgettine”, paparazzi, avvocati, medici, ragionieri, lenoni, papponi, yes men, pennivendoli, appaltatori ridens, addetti alla protezione civile, guardaspalle, stallieri (ma non lo si è mai visto cavalcare… cavalli), parlamentari di ogni colore, direttori e caporedattori coi conti in rosso, oberati di debiti e di mutui immobiliari pesanti come macigni, testimoni scomodi, organizzazioni e istituzioni clericali, P2isti, P3isti e P4isti, i notabili (quantomeno) della Lega,ecc. non ha fatto, forse, la fortuna, ad esempio, di gioiellieri e orefici? Dell’ultimo, dove è entrato disinvolto, per rallentare i tempi della sua presenza a Palazzo Chigi, ostentando menefreghismo per l’esito del referendum, per qualche secondo, si è vista in TV l’insegna (che ho annotato, ci andrò quando mi capita per curiosità. Caspita se c’è entrato ‘sto personaggio!), e si è visto anche, per un attimo, come il proprietario, giustificatamente, a momenti gli baciava con voluttà la mano… altro che Gheddafi (Che occasione mancata però! Se fosse entrato in un negozio di articoli sacri avrebbe incrementato l’8/1000 alla Chiesa Cattolica da far traboccare di brutto le casse del Vaticano, tanto che, di sicuro, ci ‘a pagavano loro ‘a riforma fiscale a Tremonti. Certi treni si prendono a volo! Mi meraviglio di lei Sua Emittenza).
E della fortuna de La 7 (che era già con un piede nella fossa) non è stato forse lui l’artefice?
Ora, la rete di Mentana, non sa più dove mettere fuorusciti, epurati, licenziati, esonerati, dimissionari e così via, grondanti richieste di spot pubblicitari milionari, e le fiumane di soldi che entrano ed entreranno che… qui si può onestamente dire… fanno sempre piacere.
Comunicare = rendere partecipi gli altri delle cose che ci interessano, che potrebbero essere cose sublimi, così come delle gran cavolate.
Informare = riferire quello che avviene con più o meno aggiunte di commenti.
Ora il nostro Gran Comunicatore (ma non Informatore), non avrà fatto la fortuna degli Italiani, però, bisogna riconoscerlo, ha fatto la fortuna di un sacco di gente, che quindi, unitamente a famiglie, parenti, collaboratori e seguiti, apertamente o in modo occulto lo appoggia (almeno per ora).
Alcune puntualizzazioni: Una RAI che rinunzia a milioni e milioni di pubblicità, attraverso le defenestrazioni di un Santoro, un Fazio, una Dandini ecc. per compiacere il Premier, che Azienda pubblica è? Azienda, cioè da noi, in gran parte, finanziata; e così una RAI che, allo stesso scopo, sperpera milioni per trasmissioni flop, viaggi faraonici ecc.?
Qui però lui non c’entra, è la RAI che si immola, si dà in olocausto, interpretando i desideri e i gradimenti del princeps (che peraltro, il nostro, a gran voce, strombazza ai quattro venti ed urla anche al telefono a vassalli, valvassori e lacchè rintronati a ‘sto punto), come avveniva nel Medio Evo.
Non si può quindi, onestamente, sostenere che quando ha fatto la fortuna di qualcuno, è stato a discapito di qualcun altro.
Guardiamo i fatti: oltre che delle varie “Olgettine”, paparazzi, avvocati, medici, ragionieri, lenoni, papponi, yes men, pennivendoli, appaltatori ridens, addetti alla protezione civile, guardaspalle, stallieri (ma non lo si è mai visto cavalcare… cavalli), parlamentari di ogni colore, direttori e caporedattori coi conti in rosso, oberati di debiti e di mutui immobiliari pesanti come macigni, testimoni scomodi, organizzazioni e istituzioni clericali, P2isti, P3isti e P4isti, i notabili (quantomeno) della Lega,ecc. non ha fatto, forse, la fortuna, ad esempio, di gioiellieri e orefici? Dell’ultimo, dove è entrato disinvolto, per rallentare i tempi della sua presenza a Palazzo Chigi, ostentando menefreghismo per l’esito del referendum, per qualche secondo, si è vista in TV l’insegna (che ho annotato, ci andrò quando mi capita per curiosità. Caspita se c’è entrato ‘sto personaggio!), e si è visto anche, per un attimo, come il proprietario, giustificatamente, a momenti gli baciava con voluttà la mano… altro che Gheddafi (Che occasione mancata però! Se fosse entrato in un negozio di articoli sacri avrebbe incrementato l’8/1000 alla Chiesa Cattolica da far traboccare di brutto le casse del Vaticano, tanto che, di sicuro, ci ‘a pagavano loro ‘a riforma fiscale a Tremonti. Certi treni si prendono a volo! Mi meraviglio di lei Sua Emittenza).
E della fortuna de La 7 (che era già con un piede nella fossa) non è stato forse lui l’artefice?
Ora, la rete di Mentana, non sa più dove mettere fuorusciti, epurati, licenziati, esonerati, dimissionari e così via, grondanti richieste di spot pubblicitari milionari, e le fiumane di soldi che entrano ed entreranno che… qui si può onestamente dire… fanno sempre piacere.
lunedì 13 giugno 2011
TUTTI A CASA
Ma insomma, il Gran Capo dice di non andare a votare e tutti vanno a votare;
non c’è più una legge presentata dal Governo che passi in Parlamento;
scienziati del C.N.R. impazziscono e si suicidano in massa, gli è stato chiesto di studiare e produrre in laboratorio una creatura che abbia due teste, una a Milano e una a Torino e le gambe a Roma (e la pipì dove la fa a Firenze?);
Sarkò e la Merkel sono incazzati neri perché non possono più venderci i loro rottami radioattivi, e così Gheddafi (ha 7 spiriti come i gatti ‘sto beduino) che ce l’ha con l’Italia perché gli era stato promesso il bacio del… di dietro, in riparazione per i danni del colonialismo, e invece ci si è limitati a baciargli la mano;
Sgarbi aveva progettato un nuovo show con D’Alessio per battere tutti i record di ascolto, ma è stato boicottato da chi? Dell’Utri… pensa! Che si è messo ad urlare “sempre camorra! Sempre camorra! Ma che la mafia è l’ultima ruota del carro? E’ la Cenerentola della famiglia?”.
Tremonti chiede 80 miliardi di € in prestito per fare la riforma fiscale e nessuno lo ascolta; anche il tabaccaio sotto casa non lo saluta più per paura che gli chieda soldi.
Attici con vista Colosseo per tutti gli Italiani non ce ne sono;
Brancher pare si sia dato al giardinaggio;
Maroni va ormai in pausa caffè con i clandestini;
‘O guaglione d’o bar corre da un tavolino all’altro come un matto… sono in Siria…. sono in Brasile… sono in Turchia... sono in Libia (ha dato i nomi ai tavoli)!
Bossi ha tenuto così ostinatamente e continuativamente il dito medio alzato che si è paralizzato in questa posizione, tanto che parla così anche con i suoi, anche con Calderoli, che è… nero? No questo mai! Rosso, piuttosto, di rabbia e di vergogna per questo, tanto da creare un nuova nuance per questo colore…appunto il “rosso calderoli”; nero è Trota… continuano a confonderlo e chiamarlo persico;
Castelli si parla addosso di brutto, in modo ormai imbarazzante, non c’è pannolone che tenga;
tutti i fautori del Ponte sullo Stretto sono andati in cavalleria e ora, al posto del ponte, vorrebbero un ippodromo, ha voglia Bondi di dirgli che non si può fare, che crolla tutto;
Cicchitto è diventato così riflessivo che lo hanno ribattezzato Catarifrangente;
Innocenzi e Garimberti giocano alla pallacorda con una pallina raffigurante la testa ghigliottinata di Santoro, ma si annoiano. Arbitra da un gran seggiolone, Fazio (Antonio, non Fabio, quest’ultimo si defila, ambedue hanno un volto così sconsolato...).
Belpietro chiude “Libero” e apre “Occupato”.
Gianni Letta sparge in giro la voce di essere cugino di II grado di Enrico Letta;
Fede, Lele, e Briatore, per farsi perdonare e per mettere tutto a tacere, pagano di tasca propria gli 800.000 € di multa delle televisioni per aver trasmesso a reti unificate i messaggi del Premier;
Vespa, cambiata pettinatura (alla scapigliatura milanese... beh si fa quel che si può!) e debellati tutti i porri, esalta già le doti di un Casini, un D’Alema, con delle aperture persino verso Vendola, ma è diffidente nei confronti di Fini, che si consola con Grillo;
Giovanardi non sa più che pesci pigliare e continua a ricordare di quando faceva la controfigura di Fernandel, sperando di essere assunto come commesso.
E allora?
Lo spettacolo termina qui, le luci della ribalta vengono spente, l’ultimo ad apparire è Scilipoti che, come Maria Antonietta a Versailles, fa un definitivo inchino alla platea;
le ragazze dietro le quinte piangono, qualcuna non lo dà a vedere, Mara, Nicole sono le più contenute, ma Stefania, Michela Vittoria, Maristella, Giorgia singhiozzano senza ritegno, si abbracciano, dichiarano che non si lasceranno mai, Daniela è già in fuga, volata lasciando dietro di sé l’ever green profumo dei soldi, a St. Tropez;
c’è tensione, commozione, un mesto Gasparri col baschetto da elettricista in testa sale su una scala, a momenti inciampa, cala il sipario, buio in sala… da qualcuno nell’ombra un ultimo applauso prima di uscire.
Un ingobbito Sallusti chiude il portone del grande teatro; a qualcuno che gli chiede se ci saranno altre rappresentazioni, risponde commosso “lo spettacolo è finito”.
Raffiche rapide e improvvise di vento portano via l’ultima locandina semistrappata del dramma “La vi…ta..pa…cch…ia” si legge a stento, mentre sparisce lontano e cadono le prime gocce di una pioggia che si prospetta torrenziale.
L’aveva detto…après moi…
non c’è più una legge presentata dal Governo che passi in Parlamento;
scienziati del C.N.R. impazziscono e si suicidano in massa, gli è stato chiesto di studiare e produrre in laboratorio una creatura che abbia due teste, una a Milano e una a Torino e le gambe a Roma (e la pipì dove la fa a Firenze?);
Sarkò e la Merkel sono incazzati neri perché non possono più venderci i loro rottami radioattivi, e così Gheddafi (ha 7 spiriti come i gatti ‘sto beduino) che ce l’ha con l’Italia perché gli era stato promesso il bacio del… di dietro, in riparazione per i danni del colonialismo, e invece ci si è limitati a baciargli la mano;
Sgarbi aveva progettato un nuovo show con D’Alessio per battere tutti i record di ascolto, ma è stato boicottato da chi? Dell’Utri… pensa! Che si è messo ad urlare “sempre camorra! Sempre camorra! Ma che la mafia è l’ultima ruota del carro? E’ la Cenerentola della famiglia?”.
Tremonti chiede 80 miliardi di € in prestito per fare la riforma fiscale e nessuno lo ascolta; anche il tabaccaio sotto casa non lo saluta più per paura che gli chieda soldi.
Attici con vista Colosseo per tutti gli Italiani non ce ne sono;
Brancher pare si sia dato al giardinaggio;
Maroni va ormai in pausa caffè con i clandestini;
‘O guaglione d’o bar corre da un tavolino all’altro come un matto… sono in Siria…. sono in Brasile… sono in Turchia... sono in Libia (ha dato i nomi ai tavoli)!
Bossi ha tenuto così ostinatamente e continuativamente il dito medio alzato che si è paralizzato in questa posizione, tanto che parla così anche con i suoi, anche con Calderoli, che è… nero? No questo mai! Rosso, piuttosto, di rabbia e di vergogna per questo, tanto da creare un nuova nuance per questo colore…appunto il “rosso calderoli”; nero è Trota… continuano a confonderlo e chiamarlo persico;
Castelli si parla addosso di brutto, in modo ormai imbarazzante, non c’è pannolone che tenga;
tutti i fautori del Ponte sullo Stretto sono andati in cavalleria e ora, al posto del ponte, vorrebbero un ippodromo, ha voglia Bondi di dirgli che non si può fare, che crolla tutto;
Cicchitto è diventato così riflessivo che lo hanno ribattezzato Catarifrangente;
Innocenzi e Garimberti giocano alla pallacorda con una pallina raffigurante la testa ghigliottinata di Santoro, ma si annoiano. Arbitra da un gran seggiolone, Fazio (Antonio, non Fabio, quest’ultimo si defila, ambedue hanno un volto così sconsolato...).
Belpietro chiude “Libero” e apre “Occupato”.
Gianni Letta sparge in giro la voce di essere cugino di II grado di Enrico Letta;
Fede, Lele, e Briatore, per farsi perdonare e per mettere tutto a tacere, pagano di tasca propria gli 800.000 € di multa delle televisioni per aver trasmesso a reti unificate i messaggi del Premier;
Vespa, cambiata pettinatura (alla scapigliatura milanese... beh si fa quel che si può!) e debellati tutti i porri, esalta già le doti di un Casini, un D’Alema, con delle aperture persino verso Vendola, ma è diffidente nei confronti di Fini, che si consola con Grillo;
Giovanardi non sa più che pesci pigliare e continua a ricordare di quando faceva la controfigura di Fernandel, sperando di essere assunto come commesso.
E allora?
Lo spettacolo termina qui, le luci della ribalta vengono spente, l’ultimo ad apparire è Scilipoti che, come Maria Antonietta a Versailles, fa un definitivo inchino alla platea;
le ragazze dietro le quinte piangono, qualcuna non lo dà a vedere, Mara, Nicole sono le più contenute, ma Stefania, Michela Vittoria, Maristella, Giorgia singhiozzano senza ritegno, si abbracciano, dichiarano che non si lasceranno mai, Daniela è già in fuga, volata lasciando dietro di sé l’ever green profumo dei soldi, a St. Tropez;
c’è tensione, commozione, un mesto Gasparri col baschetto da elettricista in testa sale su una scala, a momenti inciampa, cala il sipario, buio in sala… da qualcuno nell’ombra un ultimo applauso prima di uscire.
Un ingobbito Sallusti chiude il portone del grande teatro; a qualcuno che gli chiede se ci saranno altre rappresentazioni, risponde commosso “lo spettacolo è finito”.
Raffiche rapide e improvvise di vento portano via l’ultima locandina semistrappata del dramma “La vi…ta..pa…cch…ia” si legge a stento, mentre sparisce lontano e cadono le prime gocce di una pioggia che si prospetta torrenziale.
L’aveva detto…après moi…
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