Rumore di passi nei giardini imperiali.

E' l'ultimo libro pubblicato da Alberto Liguoro
Genere: Fantascienza

"..in un tempo indefinito e in luoghi indefiniti, in una nuova dimensione al di fuori del tempo e dello spazio, alcuni uomini e donne vivono una nuova Odissea."


lunedì 21 marzo 2011

‘MO NCE VULESSE MARCEL PROUST ‘O VVI’

Una cosa è certa: ‘e figure ‘e mmerda che stammo collezionando di questi tempi sullo scenario mondiale non hanno precedenti nella Storia del nostro Paese; queste sì, veramente epocali.

L’Italia prima fa un “trattato di amicizia” con la Libia e po’ in 5 minuti se lo rimangia, un po’ perché non può far vedere alla comunità internazionale, dopo che Berluska ha baciato la mano a Muhammar, di essere dalla parte di un sanguinario dittatore (problema che non ha condizionato la Merkel, ad esempio, che ha potuto tranquillamente dissociarsi senza generare equivoci), un po’ perché gli Americani ci hanno messo a squadra, visto il peso specifico dei nostri politicanti all’estero e ci hanno semplicemente detto “Alè, poche chiacchiere e trottare please!”.
E noi abbiamo trottato, e trottando trottando, ci siamo dimenticati una nave con 8 italiani e 3 stranieri a bordo nel porto di Tunisi (proprio quello contro il quale stavamo trottando), e probabilmente altri Italiani sparpagliati nei territori libici controllati da Gheddafi (per fortuna ‘mo la nostra intelligence ha preso in mano le redini della situazione, ne vedremo delle belle), mentre Frattini e La Russa (Esteri e Difesa – o “guerra” come preferirebbe l’interessato, come dire l’allenatore e il preparatore tecnico della squadra) andavano cazzeggiando e sbordellando qua e là in TV.
Il primo pare uno studente fuori corso in vacanza-premio all’Erasmus, sa che prima o poi finisce la pacchia e dovrà pur lavorare per vivere e quindi guarda gli annunci di ricerca del personale nei fast food.
Il secondo si è affezionato morbosamente all’immagine di Mefisto come un demential movie, ma non fa ridere più “non diamo le chiavi di casa agli Americani… ecc…”.
A parte che quelli già ci hanno le chiavi di casa nostra, del frigorifero, della tv, registratore, cantina, dispensa, box e così via, ma ve lo immaginate un ministro francese o tedesco o olandese o quel che sia, che si pone il problema di poter dare l’impressione di dare le chiavi di casa a qualcuno? Ma non esiste al Mondo! Si diceva una volta.

Lui poi, il nostro Premier sempre più impostato e sorridente, con quell’eterna cartelletta dove ci avrà annotati gli indirizzi email delle sue fidanzate, sottobraccio, sempre più Sbirulino (volto immobile, ma sarà per caso, davvero un pupazzo? Magari quello vero è passato a miglior vita da anni, come avviene in alcuni film, sai com’è, con la tecnologia di oggi… boh!), sballottolato di qua e di là dai Cardinali che a momenti se lo mangiano allo spiedo, se non fa le leggi e i decreti che vogliono loro (quelli lo mandano pure all’Inferno senza pensarci due volte); l’Europa che ogni volta che apre bocca si scompiscia (e qui lo Spirito di Totò mi è testimone), gli USA che lo fanno girare come una trottola o strùmmolo che dir si voglia, e poi… gli amici ed ex amici che lo ricattano da tutte le parti, le escort che vogliono diventare tutte onorevoli, Ghedini che spara parcelle da far resuscitare un infartuato, Bossi che gli fa le pulci e Fini non ne parliamo proprio, e l’opposizione e i comunisti e i giornalisti e i giudici… e basta! Cribbio!
Ah… La Prestigiacomo: “ Ce ne fottiamo del Giappone! Quelli so’ retrogradi. Con la nostra avanzata tecnologia continuiamo col nucleare, le nostre centrali… ts! Ci fanno una pippa quelle del Giappone!” Il giorno prima, il giorno dopo “ Riflettiamo sul nucleare, pur di non correre il rischio di perdere le elezioni. Qua la torta è troppoooo allettante!” Brava però. Pare ‘na teen-ager.
E i giornali di famiglia… “ Ce ne fottiamo del Giappone” PUNTO, non aggiungono neanche le spiegazioni d’a Presty. Gheddafi, invece, quasi quasi aveva ragione, comunque abbattetelo presto (che significa?).
‘A Lega, partito di Governo eh! Nipotini veri di Silvio (qua non è come la storia d’a nipotina di Mubarak), si dissocia… così! Sta da un’altra parte… a pesca di trote? No di trote no! Per carità! Va be’ il Gran Capo lì è cerebroleso e va be’, vuolsi perché voleva fare lo spurcacciùn, emulando il Bunga, ma non sono fatti che ci riguardano.
L’occhialuto Maroni, però? E’ ministro pure lui e della Lega (ma questo non dovrebbe far spaccare la maggioranza? E’ un problema estremamente serio una guerra. In un altro Paese certamente sì. Qui no, giocano al banco e alla punta – qualche volta nelle bische si fa. Ah pseudo-federalismo… pseudo-federalismo! Quanto ci costi! E quanto ci costerai ancora!), che dice alla Comunità Internazionale? “ Noi non siamo in grado di fronteggiare gli sbarchi dei clandestini e io non ho soluzioni. Faccio il trombettiere io, mica mi occupo di queste cazzate! Fatele fare agli altri… ma pensa te!”.
E il chiattone in TV? Stessa solfa. E quell’altro là… no, non l’imputato di sfruttamento della prostituzione e adescamento di minorenni, quell’altro… quello che ha il nome di un insetto… ‘mo mi sfugge… beh brava persona, ma completamente fuso, si arravoglia, non sa più che altro inventarsi pur di vendere libri.
Beh basta davvero! Ci sarebbe da buttar giù un’enciclopedia, ma si va troppo per le lunghe.

Che facciamo? Riesumiamo Proust? O ci inventiamo (siamo bravi in questo) un altro Proust che riscriva “la recherche”?
Ma questa volta “ALLA RICERCA DELL’ITALIA PERDUTA”

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