Rumore di passi nei giardini imperiali.

E' l'ultimo libro pubblicato da Alberto Liguoro
Genere: Fantascienza

"..in un tempo indefinito e in luoghi indefiniti, in una nuova dimensione al di fuori del tempo e dello spazio, alcuni uomini e donne vivono una nuova Odissea."


martedì 25 gennaio 2011

GHE PENSI MI

Il problema non sono le puttane, i bunga bunga ecc., il problema è di fondo, ed è impressionante come viene ampiamente ignorato o si finge di ignorarlo.

Il problema è che il sistema politico degli Stati moderni, che si è affermato nei secoli, a partire dall’Antica Grecia, passando per la Rivoluzione Francese, i Grandi Conflitti del XX Secolo, gli Esperimenti, insopprimibili canali dell’evoluzione (lo stesso Comunismo è stato un esperimento fallito nelle condizioni in atto, ma pur sempre rivolto al bene, non certo al male, dell’Umanità), almeno per quanto riguarda la c.d. Area Occidentale, allargata a tutti i Paesi che con essa si identificano o si rapportano come modello, è la DEMOCRAZIA.
Un sistema complesso, delicato, articolato in mille sottigliezze, dove c’è un bilanciamento tra vari poteri, interessi, prospettive per il futuro, dove il governo e l’opposizione contribuiscono in egual misura alla conduzione e alla crescita sociale, economica, culturale, il primo stando a sentire le critiche le osservazioni ecc., l’altra cercando il pelo nell’uovo nell’attività di governo, dove c’è una costante compensazione tra miglioramenti produttivi, industriali, commerciali, ricchezze economiche anche stratosferiche, possibilità di decidere anche del futuro degli altri e la situazione di quelli che nei film comici che abbondano oggi su come è combinata l’Italia, vengono definiti i poveracci, i morti di fame, quelli che non ce la fanno a sbarcare il lunario, come vogliamo dire, il sottoproletariato, i nomadi, gli sbarcati dei “viaggi della speranza”, attraverso leggi, utili interventi, stanziamenti, studi e quant’altro; e l’alternanza tra varie Forze Politiche al potere determina il susseguirsi di utili periodi di espansione e di conservazione di quanto acquisito.

Perché tutto questo? Perché si è constatato che così, e solo così, migliora la qualità della vita, migliora l’economia e la civiltà di un Paese, migliorano le aspettative di tutti e ci si allontana sempre di più dai tempi bui del passato, dal Medio Evo, dal dilagare di guerre e pestilenze dei secoli bui post rinascimentali.

Ora, rispetto a tutto questo, quale è il problema del berlusconismo?

L’On. Berlusconi, di fronte ai problemi, alle scelte, agli investimenti, alle iniziative, alle riforme, dice GHE PENSI MI. E io penso che sia in buona fede quando lo dice. Lui ritiene, cioè, di essere il Deus ex machina per qualsiasi soluzione.
In altri termini, a tutto quanto sopra prospettato non crede, non gradisce il richiamo alla democrazia.
Lui vuole per sé il potere assoluto, appoggiato da alcuni del suo partito (bisogna togliere gli opportunisti, gli utili idioti, i voltagabbana, i prezzolati, gli implicati in impicci vari, gli imputati, i giocherelloni, diciamo così che pensano più che altro a divertirsi e così via),e alcuni alleati, tra mille distinguo, si pensi all’assolutismo semplicistico e grezzo di un Bossi, che pensa di trovare illusorie scorciatoie per l’agognato federalismo che gli consentirebbe, a suo modo di vedere, di passare, bene o male, alla Storia, il che e non è poco (d’altronde anche qui bisogna escludere gli idealisti che pensano ad altro, federalismo incluso, gli ottusi, i condizionati da un malinteso senso della lealtà, laddove in Politica, Machiavelli docet, valgono solo il bene pubblico e il progresso, ecc.).

Una situazione, così identificata, per forza di cose, assolutamente minoritaria e al di fuori della Storia, fortunatamente, a parte la generica maggioranza in corso.
Questo è il vero problema per cui l’Italia è malata oggi, non ci sono altri problemi.

Guardiamoci intorno, dove è oggi radicato il potere assoluto? Solo nelle dittature nord africane e di alcuni Paesi dell’Estremo Oriente, possiamo dire, lasciando perdere gli Stati tribali e Sultanati Arabi vari.

C’è poi il potere centrale della Chiesa, nelle mani del Papa (una volta Papa-Re); ma lì siamo in presenza di un Massimo Sacerdote (Pontefice Massimo appunto) di una Religione che non ha (o non dovrebbe avere) alcuna ingerenza riconducibile all’anacronistico potere temporale del Papa. Personalmente, mi considero un buon cristiano nel senso che credo nell’esistenza di Dio e nell’onnipotenza e misericordia divina, attenendomi ai canoni della mia Religione per la tradizione, la affermata ritualità socio/culturale, il richiamo spirituale, per cui se prego Gesù Cristo lo faccio in senso escatologico e specificamente a Lui, al di fuori di me, mi rivolgo con tutta l’anima; peraltro non condivido l‘apparato burocratico-affaristico, la politica, l’intolleranza, l’esercizio imperioso del potere e l’accentramento nella figura del Papa. Forse sono un eretico ma non credo che andrò all’Inferno, così come non credo che qualcuno andrà all’Inferno, innanzitutto chi ha una solida legge morale ancorché non creda in Dio.

Ma tutto questo ci porta fuori tema. Ciò che qui conta è che, in ogni caso, il contesto è assolutamente diverso e non è in alcun modo raffrontabile. Il sig. Berlusconi sarà pure papy, ma non è certo Papa, tuttavia forse ne è convinto.

Quando domanda retoricamente ai suoi seguaci “è mai possibile che il Capo del Governo debba essere intercettato, inquisito … ecc…?” raccogliendo (pochi) applausi, non si rende conto che la risposta corretta è “certo! In democrazia anche un Presidente può essere indagato… ecc…” (il Presidente americano Nixon e il caso Watergate ce li siamo dimenticati? Tanto per dire) perché effettivamente si ritiene e si autoproclama legibus solutus.

Così come non si rende conto che, semmai, la domanda (da rivolgere a lui) sarebbe un’altra: “ma lei crede davvero che se i magistrati fossero così potenti e, per giunta, in combutta con finiani, sinistra, comunisti ecc., lei non sarebbe già arrostito da un pezzo? O vuol farci credere che è talmente puro come un giglio che neanche i feroci e assatanati (nonché a ‘sto punto, antitaliani) magistrati riescono ad abbatterla?”

Qui ci vuole un po’ di pazienza, prima o poi ci vuole qualcuno che lo aiuti a rendersi conto.

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