Rumore di passi nei giardini imperiali.

E' l'ultimo libro pubblicato da Alberto Liguoro
Genere: Fantascienza

"..in un tempo indefinito e in luoghi indefiniti, in una nuova dimensione al di fuori del tempo e dello spazio, alcuni uomini e donne vivono una nuova Odissea."


sabato 4 giugno 2011

Quando si dice: STANNO SU UN ALTRO PIANETA

Quando si dice: STANNO SU UN ALTRO PIANETA

DIARIO DI BORDO: oggi 2 giugno 2011 mentre in Italia sono in corso, sotto gli occhi di tutto il Mondo, i festeggiamenti per il 65° anniversario della Repubblica, l’Enterprise approda sul pianeta di Governocostar, per ricominciare tutto da capo, dall’”anno zero”.
Il Capitano Archerluscon ha rimescolato tutto. Il dottor Angelino Spock passa al timone dell’astronave, ringrazia deferente ma impenetrabile come sempre (si mormora di fronda interna ma è probabilmente una maldicenza dell’alieno padaniatellitano, in osservazione in sala prelievi, Bossezio Casteroli, di uno strano colore verde bile, controllato a vista dal prode tecnico Ignazio “Trip”); viene avvicendato alla “giustizia a bordo” l’altro dottore Lupiphlox [molti dicono: ne vedremo delle belle, ma sono già qui… la subcomandante Mara T’Pol linguista anche lei (un po’ in difficoltà) che si fa sentire di brutto, e Hoshi Sato Nicole, addetta alla “ricreazione”, volto… ammiccante].
Dal discorso del comandante all’equipaggio: tuoni e saette contro “Anno Zero” (gli fanno notare: ma se è questo il nostro “anno zero”! L’hai detto te! – “Ah già… dimenticavo… scusate, sto un po’… un po’… come si dice…” risponde). “Le TV ci hanno rovinato! – cambia argomento – Nelle ganasce mediatiche siamo finiti!” Uno si scandalizza e viene buttato fuori dal finestrino “Ma come sei padrone di 6 televisioni – aveva detto – che ci sono costate pure 800.000 euro di multaaaa….”.
“Multaaaa…..” la voce si è persa nel cosmo mentre il malcapitato navigava nel vuoto, raccolto a volo dall’alieno di un altro pianeta Scilipotinik di Responsabilrock.
“Tutti liberi di votare come c… vi pare – ha continuato il Capo – ai referendum”.
“Ma cancellano tutte le nostre leggi! E poi è incoerente, avevamo sempre detto “no”!”
Gelo in sala. Chi lo ha detto? Nessuno osa parlare, qui si vola dal finestrino come le cicche di sigaro dalle auto blu a Gemonio.

INTANTO SULLA TERRA
A Londra, altre due statue di cera vengono aggiunte, in coerente coreografia, nel famoso museo di Madame Tussaunds:

Il nostro Silvio nazionale elegantissimo nel suo smoking ultima moda, impettito, dritto, sorridente a bocca larga, con i capelli fluenti! Ha uno strano braccialetto a forma di manetta al braccio sinistro e, con la mano destra palpeggia, con molta disinvoltura e indifferenza, bisogna dirlo, il prorompente sedere di chi? Ruby Rubacuori che ha una strana espressione in volto, come sorpresa e compiaciuta (indovinatissima. Sono dei grandi artisti questi scultori della cera), ma soprattutto invogliata, stuzzicata, come è dimostrato dalle due bocce con pirulino che inavvertitamente, per la concitazione del momento, sottolineata da una leggera sporgenza in avanti del corpo, straripano da un abbondante décolleté, e in mezzo un filino di collana con un diamante a goccia grosso quanto un uovo di struzzo.
Sullo sfondo la sagoma dell’Italia rappezzata, ricucita con stracci variopinti, sporca e lisa con grumi neri in alcuni punti, circondata da un mare di uno strano colore marrone con chiazze verdi.
Sotto, al centro, l’immancabile didascalia:

Once upon a time there was the Berlusconism in Italy

Nessun commento:

Posta un commento